All’interno di una stagione altalenante del Milan, ci sono delle notizie positive che arrivano da alcuni singoli, come Alex Jimenez.
Con il recente passaggio al 3-4-3 qualcosa nelle gerarchie del Milan è cambiato. Pavlovic e soprattutto Tomori, per esempio, stanno trovando molto più spazio rispetto a qualche tempo fa, neanche così lontano. Non solo per via del fatto che il nuovo modulo richiede un difensore in più, ma anche perché sembrano proprio essere i preferiti di Conceiçao per questo sistema. Il tutto a discapito di un Thiaw che invece è ormai si vede in campo molto meno dei suoi compagni di reparto. Passando a un altro capitolo, ora alla punta centrale del Milan sono richieste determinate caratteristiche. Il portoghese opta sempre per una punta di raccordo, qualcuno che sappia collegare i due reparti al meglio: per questo fuori Gimenez e dentro Jovic, che (al netto degli infortuni) trova sempre più spazio nelle rotazioni.
Un altro che sembra avere trovato innanzitutto maggiori garanzie di titolarità (e forse anche la sua posizione in campo preferita) è Alex Jimenez. Giocatore sicuramente meno appariscente di altri, che magari in campo ruba meno l’occhio, ma la cui importanza nello schema tattico rossonero è altissima. Come sempre, proviamo a spiegare il perché attraverso i numeri.
L’analisi
Partiamo con un dato importante: è il giocatore della rosa rossonera con le migliori letture, è fondamentale per il pressing, per intercetti fatti e passaggi bloccati (vedi primo gol segnato a Venezia) nelle zone avanzate di campo:

Per le stesse tre metriche, ovvero Intercetti P90, Passaggi Bloccati P90 e Tackle negli ultimi due terzi di campo P90 (rappresentata dalla dimensione della bolla) è anche rispettivamente quarto, primo e terzo in Serie A tra i pari ruolo.
Tutto questo assume un’importanza ancora maggiore se pensiamo che per le stesse metriche il Milan è addirittura quartultimo (intercetti P90) e terzultimo (passaggi bloccati P90) in Serie A.

La fase offensiva
Non solo la fase difensiva. Lo spagnolo è fondamentale anche davanti per la sua capacità di andare in verticale creando superiorità numerica nelle zone pericolose del campo.

Per verticalità, ovvero numero di conduzioni progressive a partita e totale distanza percorsa in conduzione a partita, è meglio di Theo Hernandez e al pari di Leao e Pulisic. Non tre qualunque in questo senso.
Non male, anche qui, se lo paragoniamo ai pari ruolo del campionato: quarto in numero di conduzioni e quinto per distanza coperta.
Interessanti, come già accennato, anche i dati sulla superiorità numerica creata in zona pericolosa,. Nel Milan, solo Leao, Joao Felix e Chukwueze hanno più dribbling (tentati e riusciti) a partita. Tra loro e il resto della rosa c’è Jimenez, ancora meglio di Pulisic, Theo e Reijnders (per dirne alcuni).
Ancora una volta otteniamo un ottimo posizionamento se lo confrontiamo coi pari ruolo del campionato: terzo per dribbling tentati, secondo per quelli riusciti.

Al netto di un numero combinato di gol e assist che dovrebbe necessariamente crescere in futuro per potersi affermare come titolare del Diavolo, la sua prima nel massimo campionato è certamente una stagione positiva.
Potenzialmente quest’estate il Real potrebbe riprenderselo spendendo solo 9 milioni di euro (la recompra salirebbe a 12 nell’estate del 2026): chissà che alla luce dei buoni rapporti tra i club non si possa rinegoziare qualcosa per garantire la sua permanenza in rossonero a lungo.
Lui, nel frattempo, è sempre più importante per il Milan e per il suo allenatore, ha ancora grande (grandissimo) margine per crescere e, apparentemente, una grande fame. Dove può arrivare Alex?
In collaborazione con milananalytics
Milan, Alex Jimenez fa già la differenza: l’analisi
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