Polemica su San Siro: il Comitato Sì Meazza critica il Comune di Milano e i progetti di Inter e Milan per la cessione dello stadio
Il 2 maggio, il Comitato Sì Meazza ha formalizzato un esposto alla Corte dei Conti, sollevando dubbi sulla gestione amministrativa della vicenda legata al futuro dello Stadio San Siro e delle aree circostanti. L’azione del Comitato arriva all’indomani della chiusura, il 1° maggio, del termine per presentare proposte alternative al progetto di acquisizione avanzato da Inter e Milan.
L’associazione, guidata da Luigi Corbani, ha espresso preoccupazione per come il Comune di Milano stia gestendo una questione tanto rilevante per il patrimonio cittadino. In particolare, il Comitato ha posto l’attenzione sul vincolo storico e architettonico legato allo stadio, che, secondo quanto riportato, sarebbe effettivo da gennaio 2025. Ecco le sue parole:
“La vicenda sembra fornire elementi di valutazione che destano la preoccupazione di un grave e ingente danno erariale causato dall’operato degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Milano, in concorso con i rappresentanti delle parti private coinvolte, almeno parzialmente già avvenuto e che crescerebbe ad altissimi livelli col proseguire dell’operazione e col suo compimento. Lo stadio Meazza da gennaio 2025 è già sotto il vincolo ed è tutelato e quindi non si può demolire”.
Il dibattito si concentra sulla tutela dello Stadio Meazza, un’icona del calcio italiano, e sull’utilizzo futuro dell’area in cui sorge. Secondo il Comitato Sì Meazza, il vincolo culturale rappresenta un elemento imprescindibile che dovrebbe orientare ogni decisione. Tuttavia, il rischio percepito è che le attuali scelte dell’amministrazione possano compromettere tale tutela.
La vicenda continua a far discutere, coinvolgendo cittadini, associazioni e istituzioni in una riflessione più ampia sul futuro dello sport e della cultura a Milano.
Milan, la polemica su San Siro e la vendita anomala
Il Comitato Sì Meazza ha espresso serie riserve sulla modalità con cui il Comune di Milano sta gestendo il processo di cessione dello Stadio Giuseppe Meazza e delle aree limitrofe. Secondo quanto dichiarato, la procedura in corso sarebbe caratterizzata da irregolarità e scelte che sollevano interrogativi. In una nota ufficiale, il Comitato ha criticato il coinvolgimento diretto del sindaco nelle trattative con le controparti private. Secondo i rappresentanti dell’associazione, questa gestione personalistica avrebbe alterato il normale iter giuridico-amministrativo previsto dalla legge.
“La procedura di vendita è del tutto anomala, in quanto per lo più condotta personalmente dal sindaco di Milano in un’interlocuzione con le controparti private che, di fatto, deforma l’ordine logico giuridico degli adempimenti di legge e sottrae spazi alle prerogative di dirigenti e funzionari comunali, ai quali è riservata dalla legge tutta l’attività di gestione”
Infine ha concluso il Comitato Si Meazza : “Allo scrivente non risulterebbe sussistere, peraltro, alcuna delibera del Consiglio Comunale con cui sia stata decisa: la vendita dello Stadio e dell’area, la demolizione dello Stadio Meazza, la costruzione di un nuovo stadio sull’area del Parco dei Capitani e l’accettazione della proposta delle due società per azioni”
Milan, ancora polemica sulla vendita di San Siro. Le ultime
LEGGI ANCHE Milan in Australia: svolta Serie A 2026?

