Un’impresa impossibile: il rammarico di un Milan che ha perso il ritmo.
Rimane un’impresa che sembra impossibile. Il Milan ha pagato caro quei punti persi in partite che, sulla carta, erano abbordabili. E ora, quel ritardo pesa come un macigno. Nonostante il pareggio tra Lazio e Juventus, che a prima vista sembrava favorevole, la realtà è che la zona Champions è ormai a portata solo aritmeticamente. Realisticamente, è un miraggio.
Il rimpianto per la mancanza di continuità nelle scelte tattiche.
Il rimpianto è inevitabile. Non aver trovato prima una continuità, soprattutto con scelte tattiche come la difesa a 3, che nelle poche occasioni in cui è stata utilizzata ha dato più equilibrio e meno sofferenza, fa male. Ma il calcio è fatto di decisioni, e a volte i dettagli fanno la differenza. La sensazione di non aver sfruttato a pieno alcune opportunità si fa sentire, e fa male. Ma, come sempre, il rimpianto non cambia la realtà.
Ora è il momento di concentrarsi sul presente: la finale di Coppa Italia.
Adesso, però, non c’è spazio per i rimpianti. Lucidità. È questa la parola d’ordine. E concentrarsi sul presente è l’unica strada possibile. La finale del 14 maggio contro il Bologna è il nostro appuntamento con la storia. È la chance di chiudere la stagione con un trofeo che, oltre a essere fondamentale, consoliderebbe il nostro posto in Europa. E non è solo una questione di qualificazione: vincere la Coppa Italia rilancerebbe l’immagine del Milan, ridando speranza e motivazioni per affrontare il futuro con nuovo slancio.
SIAMO IL MILAN
E allora adesso basta tabelle, basta calcoli, basta illusioni. La classifica dice quello che già sentivamo da settimane: l’Europa che conta ci sta sfuggendo di mano. Ma il Milan non è mai stato una squadra che si arrende. Siamo nati per lottare, per rialzarci quando tutti ci danno per finiti, per trasformare le delusioni in motivazioni.
Il 14 maggio non sarà solo una finale. Sarà un bivio. Una porta da aprire per ridare dignità a questa stagione. Non possiamo più cambiare il passato, ma possiamo ancora decidere cosa vogliamo lasciare al futuro.
E allora alziamo lo sguardo, stringiamo i denti, e facciamoci trovare pronti.
Perché non è finita finché c’è una coppa da vincere.
E noi siamo il Milan.
Sempre.

