Come sottolineato da Luca Marchetti nel suo editoriale su TuttoMercatoWeb, se ieri è stato giusto celebrare il Bologna per la vittoria in Coppa Italia, oggi tocca al Milan guardare in faccia la realtà: la finale persa all’Olimpico ha sancito il fallimento di una stagione che la Coppa avrebbe potuto almeno in parte “salvare”. Lo ha ammesso anche Giorgio Furlani, CEO rossonero ed ex portfolio manager di Elliott, definendo la stagione “fallimentare” dopo la sconfitta.
Milan: Obiettivo Europa quasi sfumato
Il verdetto che arriva da Roma è chiaro: senza la Coppa Italia, il Milan rischia seriamente di restare fuori da tutte le coppe europee. Non solo dalla Champions, che ormai appare lontanissima, ma anche da Europa e Conference League. Attualmente, l’ultimo posto utile in classifica è occupato dalla Roma, che sarà proprio la prossima avversaria dei rossoneri.
L’illusione Supercoppa e la realtà delle rimonte mancate
Il solo sussulto positivo della stagione è arrivato a inizio 2025, con Coincecao capace di vincere la Supercoppa in rimonta. Ma quella forza reattiva, pur presente a tratti, non è mai bastata nei momenti chiave. Come evidenziato da Marchetti, il Milan ha mantenuto la capacità di rimontare, ma non quando davvero contava. Come contro il Bologna.
Un Milan disordinato, emotivo, incostante
Per tutto l’anno i rossoneri sono stati altalenanti, privi di equilibrio, incapaci di fornire prestazioni continue. Hanno vissuto sulle emozioni, più che su un’identità tattica. Le sconfitte pesanti contro Dinamo Zagabria, Feyenoord, Juventus e Bologna raccontano la fragilità strutturale di una squadra mai pienamente formata, sottolinea ancora Marchetti.
Il caos tecnico: dal caso Lopetegui all’esonero sfiorato
Il progetto tecnico è partito male: prima si cercava Lopetegui, poi si è virato su Fonseca, firmando un triennale già messo in discussione dopo pochi mesi. L’epilogo surreale è stato il quasi esonero, con l’allenatore mandato ugualmente in conferenza stampa. Tutto mentre Conte rilanciava il Napoli e l’Inter continuava a macinare risultati.
La frattura silenziosa tra RedBird e Elliott
Secondo Marchetti, un ulteriore nodo è interno alla dirigenza: due anime, una RedBird (Ibrahimovic), l’altra Elliott (Furlani), che hanno mostrato approcci e visioni divergenti. Frizioni mai ufficiali ma palpabili: Cardinale assente dalla finale, Singer presente. Comunicazione ridotta al minimo tra Ibra e Furlani, con effetti già visibili sulla programmazione del futuro.

