La panchina del Milan, seppur nell’ultima ora sembra aver intrapreso la strada che porta a Massimiliano Allegri, è una poltrona per quattro allenatori: andiamo dentro con l’analisi dettagliata di ogni profilo
Anche questa (drammatica) stagione è giunta al termine e, come 12 mesi fa, il Milan è in cerca del suo nuovo allenatore. Noi, come sempre, proviamo a vedere cosa dicono i dati sul modo di giocare dei principali candidati alla ‘corsa panchina’. Partiremo da quattro allenatori che, ad oggi, sembrano essere i più quotati: Massimiliano Allegri, Vincenzo Italiano, Thiago Motta e Maurizio Sarri.
L’analisi di quattro aspiranti alla panchina rossonera
Iniziamo da quello che era il profilo preferito, ma che, dopo le ultime notizie, sembra essere ormai tramontato: Vincenzo Italiano. Partiamo dal grafico:

Fresco vincitore, ahinoi, della Coppa Italia con il Bologna, quest’anno Italiano ha vissuto la sua miglior stagione da allenatore.
Per quanto riguarda l’aspetto tattico, è riuscito a trasformare il Bologna in una squadra intensa, efficace e coraggiosa. Lo si nota facilmente dal posizionamento percentile rispetto alle metriche in grafica. Sicuramente qualcosa da migliorare ancora sulla produzione offensiva, ma il suo Bologna ha mostrato uno dei migliori pressing d’Europa, una grande capacità di essere sempre corto, alto, in totale controllo del gioco e con un PPDA da top al mondo.
Il favorito: Massimiliano Allegri
Proseguiamo con Massimiliano Allegri che, come un bel vestito grigio, non passa mai di moda. La notizia dell’ ultima ora non sembra lasciare troppo spazio ai fraintendimenti (LEGGI QUI):

Quest’anno fermo, l’anno scorso vince la Coppa Italia e, nonostante miliardi di critiche, ottiene il terzo posto in Serie A.
Ci ha sempre abituato a un calcio decisamente poco spettacolare, i dati su PPDA (metrica relativa alle capacità di pressing), altezza della linea difensiva e dominio del campo sono agli antipodi rispetto a quelli visti per il Bologna di Italiano. Insomma, una squadra molto meno piacevole da vedere, ma sicuramente efficace (xG concessi e sulla penetrazione in area ne sono la prova).
L’ultima proposta: Thiago Motta
Uscito prepotentemente nelle ultime ore è un altro Bolognese-Juventino come Thiago Motta.

Come sappiamo è passato in entrambe le piazze negli ultimi due anni. Una esperienza magnifica a Bologna con la conquista della qualificazione alla Champions, una molto meno esaltate a Torino, con l’esonero a fine marzo. Abbiamo scelto di prendere in considerazione la prima perché iniziata e finita da allenatore del Bologna, senza la “sporcatura” dei dati per mano di un altro allenatore (Tudor ndr).
Quel Bologna era una squadra particolare che sapeva abbinare un ottimo pressing ad una linea difensiva non eccessivamente alta, ben coperta. I dati difensivi, infatti, sono ottimi. Quelli relativi alla costruzione del gioco e alla fase offensiva, invece, rispecchiano in parte i problemi che ha avuto poi a Torino: una squadra che sì, sa dominare il gioco e il possesso palla, ma che, a causa della sua poca verticalità, fa fatica a convertirlo in ingressi in area e in creazione di occasioni pericolose.
Il sempre valido: Maurizio Sarri
Ultimo colui che fu vicino al Milan già questo inverno prima dell’arrivo di Conceicao: Maurizio Sarri.

Anche qui abbiamo preso in considerazione i dati relativi al 22-23 nonostante Sarri si sia seduto sulla panchina biancoceleste anche l’anno dopo, ma le dimissioni arrivate a marzo hanno fatto sì che la scelta, proprio come Thiago Motta, ricadesse su questa stagione in cui, per altro, arrivò secondo in Serie A (anche se ottenne pessimi risultati in Coppia Italia e Coppe Europee – EL prima e Conference poi).
Forse il più vicino a Thiago Motta per quanto riguarda la costruzione del gioco, a entrambi piace avere il pallone tra i piedi a qualunque costo, molto difficile vedere un pallone lungo. Molto diversi per fase difensiva e offensiva: poco pressing per la lazio di Sarri (che concedeva anche parecchio in più), ma leggermente meglio per quanto riguarda la produzione offensiva e la capacità di convertire il possesso in ingressi in area di rigore avversaria.
In collaborazione con milananalytics

