Milan, Zlatan Ibrahimovic e Max Allegri si ritrovano dopo piú di due lustri, ma tra di loro non sembra é scorso buon sangue
Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan non è solo una svolta tecnica per il club rossonero, ma anche un revival di uno dei duetti più discussi degli anni passati: quello con Zlatan Ibrahimovic. Il tecnico livornese e lo svedese si ritrovano dopo oltre un decennio dalla conquista dello storico 18° scudetto del Diavolo, nel 2010-2011, stagione che vide l’inizio della prima era allegriana e il ritorno trionfale di Ibra in Serie A. Durante quei due anni insieme, Ibrahimovic fu il trascinatore indiscusso con 56 gol in 85 presenze, una media da top mondiale. Oltre allo Scudetto, anche una Supercoppa Italiana, e una squadra che, sotto la guida di Max, ritrovò spirito vincente e compattezza.

Eppure, il rapporto tra i due non è sempre stato rose e fiori. Come riporta Tuttosport, il legame ha conosciuto momenti di tensione, in particolare nel marzo 2012, dopo una rovinosa sconfitta per 3-0 contro l’Arsenal in Champions League. Nonostante la qualificazione conquistata grazie al 4-0 dell’andata, Allegri si disse soddisfatto della prestazione, suscitando l’ira di Ibra, che mal digeriva ogni tipo di accondiscendenza post-fallimento. Secondo alcune ricostruzioni, si sfiorò perfino il confronto fisico.
Tuttavia, il tempo lenisce le frizioni. Anni dopo, Zlatan, da Los Angeles, difese le idee del suo ex allenatore con una frase emblematica: “L’unica cosa che conta è vincere. Non deve interessare come.” Un segnale di maturazione, ma anche di riconoscimento verso un tecnico spesso criticato per uno stile considerato poco spettacolare, ma tremendamente concreto.
Ora, con Ibrahimovic figura centrale nella nuova dirigenza rossonera e Allegri chiamato a riportare ordine e ambizione in un Milan disorientato, tra i due sembra essere nato un nuovo patto. Non più allenatore e giocatore, ma leader e stratega pronti a rimettere il club al centro della scena. Dalle ceneri di vecchi screzi può nascere un progetto condiviso: il Milan del domani.

