Saremo una squadra di Diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari.
Questa frase ad oggi mi fa venire una profonda malinconia. Nei ricordi ormai lontani, il pensiero della domenica pomeriggio era “quanto vinceremo oggi?”. Dietro quel quanto ci si chiedeva quanti gol avremmo segnato, quali meravigliose azioni si sarebbero impresse per sempre nella nostra memoria. Anche le notti di Champion portavano sensazioni positive. Si vedeva un Milan padrone del campo e si sapeva che l’avversario avrebbe subito il nostro bel gioco e ci avrebbe temuti.
Questo campionato decisamente non porta al Milan risultati positivi, ma soprattutto mi chiedo cosa ci sia dietro la discontinuità della squadra e dei singoli interpreti. Ho visto giocare il Derby e la partita con il Real Madrid senza paura, dominando e costruendo belle azioni. Giocatori concentrati ed attenti nella fase difensiva ed offensiva, pronti nell’aiutarsi e muovendosi in collettivo con un unico obbiettivo: vincere!
Altre partite come con il Parma o con la Fiorentina, tanto per nominarne un paio, mi hanno lasciato come la sensazione di aver ascoltato un concerto senza che avessero accordato gli strumenti. Una cacofonia assoluta. Nessun tipo di gioco atto ad offendere o difendere con senso. Giocatori fuori posizione, costantemente in ritardo sulla palla, passaggi talmente scontati che perfino un bambino sarebbe riuscito ad intercettarli.
La partita conto la Juventus credo rappresenti il punto più basso del calcio italiano. Ci si aspettava di vedere un big match ed invece solo i prezzi dei biglietti sono stati congrui con i nomi delle squadre. Almeno la Juve aveva delle assenze pesanti in campo che possono parzialmente giustificare quanto accaduto, ma il Milan no.
Sentire Fonseca dichiarare che anche lui da tifoso avrebbe fischiato la squadra fa rabbrividire. Il tifoso può solo contestare, lui avrebbe dovuto intervenire a partita in corso per evitare che finisse così. Zero tiri in porta nei 90 minuti! Non ci sono giustificazioni! Come può affermare che la lotta scudetto è ancora aperta?
Quello che manca è sicuramente la continuità e questo ci allontana, nonostante i pensieri di Fonseca, anche solo nelle speranze, dal poter vincere lo scudetto o avere buoni risultati in Europa. Probabilmente la Proprietà e la Dirigenza ambiscono ad una classifica di campionato che consenta la qualificazione in Champions per la prossima stagione (piazzamento no scontato in questo momento), ma noi tifosi vogliamo di più.
A chi è più esperto di me lascio le analisi di questa discontinuità: problemi a livello fisico o mentale, diatribe nello spogliatoio o allenatore inadeguato nell’adattare la squadra all’avversario. Probabilmente un misto di più fattori.
Certo è che questo Milan non incute paura a nessuno, se non in qualche serata nella quale forse da lassù ci fanno in parte rivivere i tempi d’oro.
Questa frase ad oggi mi fa venire una profonda malinconia. Nei ricordi ormai lontani, il pensiero della domenica pomeriggio era “quanto vinceremo oggi?”. Dietro quel quanto ci si chiedeva quanti gol avremmo segnato, quali meravigliose azioni si sarebbero impresse per sempre nella nostra memoria. Anche le notti di Champion portavano sensazioni positive. Si vedeva un Milan padrone del campo e si sapeva che l’avversario avrebbe subito il nostro bel gioco e ci avrebbe temuti.
Questo campionato decisamente non porta al Milan risultati positivi, ma soprattutto mi chiedo cosa ci sia dietro la discontinuità della squadra e dei singoli interpreti. Ho visto giocare il Derby e la partita con il Real Madrid senza paura, dominando e costruendo belle azioni. Giocatori concentrati ed attenti nella fase difensiva ed offensiva, pronti nell’aiutarsi e muovendosi in collettivo con un unico obbiettivo: vincere!
Altre partite come con il Parma o con la Fiorentina, tanto per nominarne un paio, mi hanno lasciato come la sensazione di aver ascoltato un concerto senza che avessero accordato gli strumenti. Una cacofonia assoluta. Nessun tipo di gioco atto ad offendere o difendere con senso. Giocatori fuori posizione, costantemente in ritardo sulla palla, passaggi talmente scontati che perfino un bambino sarebbe riuscito ad intercettarli.
La partita conto la Juventus credo rappresenti il punto più basso del calcio italiano. Ci si aspettava di vedere un big match ed invece solo i prezzi dei biglietti sono stati congrui con i nomi delle squadre. Almeno la Juve aveva delle assenze pesanti in campo che possono parzialmente giustificare quanto accaduto, ma il Milan no.
Sentire Fonseca dichiarare che anche lui da tifoso avrebbe fischiato la squadra fa rabbrividire. Il tifoso può solo contestare, lui avrebbe dovuto intervenire a partita in corso per evitare che finisse così. Zero tiri in porta nei 90 minuti! Non ci sono giustificazioni! Come può affermare che la lotta scudetto è ancora aperta?
Quello che manca è sicuramente la continuità e questo ci allontana, nonostante i pensieri di Fonseca, anche solo nelle speranze, dal poter vincere lo scudetto o avere buoni risultati in Europa. Probabilmente la Proprietà e la Dirigenza ambiscono ad una classifica di campionato che consenta la qualificazione in Champions per la prossima stagione (piazzamento no scontato in questo momento), ma noi tifosi vogliamo di più.
A chi è più esperto di me lascio le analisi di questa discontinuità: problemi a livello fisico o mentale, diatribe nello spogliatoio o allenatore inadeguato nell’adattare la squadra all’avversario. Probabilmente un misto di più fattori.
Certo è che questo Milan non incute paura a nessuno, se non in qualche serata nella quale forse da lassù ci fanno in parte rivivere i tempi d’oro.
