Serie A, Gianluca Rocchi avverte:” Senza dialogo, arbitri più duri”. Alla conferenza stampa di fine stagione ha parlato il designatore arbitrale Gianluca Rocchi: “Questa non è l’occasione per autocelebrarci, voglio conoscere il punto di vista esterno su ciò che è andato meno bene, perché apprezziamo il confronto con chi ci osserva da fuori. Questo campionato è avvincente, ma estremamente difficile, e non ha permesso di valorizzare alcuni giovani a causa dell’importanza e della pressione delle partite. Investire sui giovani richiede tempo e pazienza, ma purtroppo il calcio non concede né l’uno né l’altra.”

Abbiamo inserito due giovani internazionali, Marchetti e Marcenaro, che potevano fare molto meglio; l’ho detto anche a loro. Tuttavia, il nostro focus non è sull’oggi, ma sul domani. Per avere arbitri al massimo livello intorno ai 39-40 anni, dobbiamo investire su giovani di 32-33 anni. Sono rischi calcolati, ma rappresentano un investimento per il futuro. Gli obiettivi sono la riduzione e la ridistribuzione dell’organico, con l’intento di valorizzare i giovani, perché al momento facciamo fatica a impiegarli nei grandi match. Abbiamo tre arbitri élite in UEFA e puntiamo a tornare almeno a quattro. Abbiamo tolto le nomine internazionali a Fabbri e Doveri, che comunque hanno fatto una stagione eccellente; hanno lasciato un posto non banale, ma hanno comunque dimostrato grande professionalità. Questo cambiamento guarda soprattutto al futuro.
Gianluca Rocchi e i giovani direttori di gara
L’obiettivo è avere 42 arbitri rispetto ai 52 di quest’anno, 76 assistenti contro gli attuali 87 e aumentare il gruppo dei VMO da 4 a 24. Abbiamo investito con successo sui giovani e sull’inserimento di nuovi internazionali, convinti che questa sia la strada giusta. Tuttavia, la gestione del gruppo non è stata semplice. Mantenere uniformità in un gruppo piccolo è già difficile, figuriamoci in uno più ampio. Gestire organici numerosi è complicato: alcuni allenatori chiedono di ridurre le rose, figuriamoci nel caso dell’organico arbitrale. Questo è stato l’aspetto che mi ha creato maggiori difficoltà. Abbiamo europeizzato il nostro arbitraggio in un campionato che presenta problematiche molto diverse rispetto all’Europa League: non si può paragonare una partita per la salvezza a una gara di Champions League. Avevo chiesto di essere severi nelle ultime giornate e, infatti, nella penultima sono stati allontanati cinque allenatori. Le proteste sono risultate eccessive. Serie A, Gianluca Rocchi avverte:” Senza dialogo, arbitri più duri”.
Serie A, Gianluca Rocchi avverte tutte le squadre
Se la strada del dialogo non funziona, dirò ai ragazzi di essere più decisi fin da subito: alcune proteste dalle panchine non sono accettabili. Abbiamo riconosciuto apertamente i nostri errori, ci assumiamo le nostre responsabilità, ma non devo lodare me stesso, bensì gli arbitri, che si mettono a disposizione per far sentire la loro voce, anche sapendo che saranno messi in discussione pubblicamente. Il fatto che gli arbitri si espongano così apertamente non va sottovalutato, perché non è affatto semplice. Sapere che le proprie decisioni saranno ascoltate è un elemento importante; nessuno mi ha chiesto di non trasmettere l’audio. L’uniformità è una delle sfide più complesse: è quasi impossibile raggiungerla completamente, ma dobbiamo puntare alla coerenza. Se capita un errore, in eccesso o in difetto, sarà comunque un errore. Questa è una delle difficoltà maggiori. Open VAR ha rappresentato una straordinaria opportunità di crescita, concessa da DAZN, che ci ha obbligati a lavorare molto sulla comunicazione. Sapendo di essere ascoltati, non puoi permetterti di dire sciocchezze. Per noi, prendere una decisione in diretta la sera non è affatto semplice. In alcune situazioni ho preferito confrontarmi con UEFA e FIFA, insieme a Roberto Rosetti e Pierluigi Collina, per fornire risposte corrette.
Serie A, Gianluca Rocchi avverte che ci sarà meno tolleranza
Per noi il lavoro è stato decisamente positivo, soprattutto nelle ultime due giornate, durante le quali abbiamo trasmesso le partite con 24 ore di ritardo. Non è semplice metabolizzare un errore, ma stiamo lavorando per migliorare. Siamo stati cauti nella concessione dei rigori, forse anche troppo, tanto da perderne alcuni. Avremmo dovuto assegnare qualche ammonizione in più per protesta; siamo stati molto rigidi sui falli gravi e severi nelle decisioni. Forse abbiamo commesso qualche errore, ma la tutela dei calciatori resta una priorità fondamentale. Sono stati effettuati circa sei controlli VAR a partita, con un leggero calo degli interventi (0,36 per gara), segno che forse abbiamo migliorato rispetto agli anni precedenti. In totale, abbiamo corretto 136 episodi, riparando altrettanti errori. Sono stati effettuati 72 interventi con On Field Review e 64 overrule, principalmente per fuorigioco o falli di mano durante le azioni da moviola.
Serie A, Gianluca Rocchi avverte anche gli allenatori e dirigenti
Sull’errore che non rifarebbe.
“Ci sono stati molti errori, ma quello che mi ha fatto più riflettere riguarda la comunicazione. Gestire gli audio su Open VAR non è stato semplice; in alcune situazioni ho dovuto tutelare i ragazzi, come nel caso di Inter-Roma, ma questa è stata una mia scelta. Non sono esperto in questo tipo di lavoro, e dall’esperienza ho capito che è meglio mostrare tutto. Questa sfida la lancio per il futuro: a me va bene così, ma dovrebbe esserci la possibilità di designare un arbitro che ha commesso un errore anche nella settimana successiva. Non posso escludere un arbitro che ha fatto un percorso impeccabile per sette mesi solo per un singolo errore recente. La comunicazione deve essere sempre completa e trasparente. Mi arrabbio per ogni errore, ma cerco sempre di capire come è nato. Alcuni episodi si potevano gestire meglio, non ne cito uno in particolare. Non possiamo permetterci errori dovuti a superficialità. Sozza e Colombo hanno fatto un’ottima stagione, chi li segue ha grandi margini di miglioramento; è normale che dopo 50 partite di Serie A un arbitro inizi a diventare davvero esperto. Tra i giovani, solo loro stanno arrivando a questo livello; con 20-30 gare si ha meno esperienza. Quando ero più giovane, le partite erano meno complesse, mentre quest’anno ci sono stati molti incroci decisivi per la classifica, e per questo serve molta pazienza arbitrale. Dall’altra parte, però, gli arbitri devono imprimere un cambio di marcia.” Serie A, Gianluca Rocchi avverte:” Senza dialogo, arbitri più duri”.
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