La Lega Serie A si oppone con forza alla possibile riforma dei diritti TV. Si potrebbe riassumere così il comunicato pubblicato oggi dall’associazione dei 20 club, col presidente Simonelli molto sorpreso.
Frizioni tra Lega Serie A e governo sul tema dei diritti TV. Sembra infatti, che l’esecutivo abbia avviato una possibile riforma dei diritti Tv del calcio, senza però collaborare e nemmeno avvisare la Lega Serie A, che ne è venuta a conoscenza grazia agli organi di stampa. Il governo sta in questo momento lavorando a un disegno di legge atto a rivedere il sistema di vendita dei diritti audiovisivi degli eventi sportivi, con le norme che entrerebbero in azione a partire dall’1 luglio 2026. Dal consiglio di Lega Serie A svolto oggi però, è arrivato uno stop molto deciso. In un comunicato infatti, il presidente Ezio Simonelli: “manifesta con fermezza il proprio stupore per aver appreso, solamente tramite gli organi di stampa, di una riforma del sistema di vendita dei diritti audiovisivi che riguarda direttamente le sue associate“.
Inoltre, “esprime, al tempo stesso, la contrarietà della Serie A ad un disegno di legge predisposto senza che vi sia stata alcuna interlocuzione preventiva con la Lega stessa”.
Diritti TV, campionati minori e pirateria: scontro tra Serie a e governo
Ciò che preoccupa la Lega, sarebbe l’aumento dell’intervento esterno. Quest’ultimo infatti, sottrarrebbe risorse importanti per sostenibilità e sviluppo del campionato. Nel comunicato, si sottolinea come il 10% di esse, sia già devoluto per la sostenibilità delle serie minori (che però, visti i recenti eventi, forse avrebbero bisogno di ulteriore supporto). Infine, la Lega Serie A pone nuovamente l’attenzione sul pericoloso fenomeno della pirateria, che: “continua a penalizzare in modo grave e diretto il valore dell’intero sistema sportivo con perdite stimate in oltre 300 milioni di euro annui“.
Milan, La Lega Serie A risponde con fermezza: “No a una riforma dei diritti TV”
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