Nella gara tra Mila e Juventus vince la noia, Rafa Leao il più bersagliato dai tifosi nonostante l’appoggio di Ibra.
L’Inter stravince a Verona mentre Milan e Juventus danno vita ad una gara soporifera a San Siro, il pubblico a fine partita bersaglia di fischi i giocatori in particolare Leao che, nonostante le speranze di Ibra, è quello che ha deluso più il popolo rossonero.
Dopo 4 gare tra Milan e nazionale in cui il portoghese ha sfoderato delle prestazioni convincenti ieri è tornato a sparire un pò nella gelida serata milanese. Eppure le premesse ad inizio serata c’erano tutte come anche le parole cariche di fiducia di Zlatan: “Leao non sa quanto è forte. Quando lo capirà, uscirà tutto quanto sono sempre stato orgoglioso di lui, quando l’ho conosciuto era un ragazzino, ma è cresciuto, ora è adulto. Adesso è il calciatore, prima era un talento potenziale. Ci sono momenti per tutti, quelli “wow” e quelli meno. Importante è tenere di più quello alto.”
Aggiunge poi:
–“C’è tanta pressione su di lui perché si sa che è fra i più forti di tutti, altrimenti non se ne parlerebbe. Noi lo sappiamo, lui deve capirlo. Nel mio caso non avevo bisogno di nessuno che mi tirasse fuori qualcosa. Lui deve trovare lo “switch on” quando deve fare le cose, ma noi siamo soddisfatti e felici di lui. Sta passando un momento bello: siamo dietro di lui, lo aiutiamo e lo motiviamo a fare sempre bene. Come calciatore deve fare la differenza, è uno dei più forti del mondo. L’ha dimostrato e lo dimostra”

Purtroppo però poco si è visto contro la Juve, cosa strana in quanto il numero 10 aveva sempre risposto presente nelle partite di cartello, va comunque detto che quella di ieri può essere definita in tutti i modi tranne che così; Padroni di casa e ospiti hanno dato vita ad un match timido e chiuso con più emozioni a centrocampo, dove è realmente infuriata la battaglia più che nelle rispettive aree di rigore. Una partita a scacchi più che di calcio dove ha prevalso la voglia di non perdere e la paura di scoprirsi più che quella di vincere in particolare per gli uomini di Motta che hanno giocato un calcio degno della miglior provinciale.
“È un leader, che aiuta non solo in campo, ma in tanti modi.”
Non solo di Leao ha parlato l’ex attaccante rossonero ma anche di Morata che ancora una volta ieri ha dimostrato di essere un uomo fondamentale capace di sacrificarsi per la causa sia in fase di possesso che in quelle di transizione e di possesso avversario.
“Noi siamo molto soddisfatti, sapevamo cosa poteva portare Morata È un giocatore da collettivo, non fa 50 gol all’anno, ma si sacrifica e aiuta gli altri. È un leader, che aiuta non solo in campo, ma in tanti modi. E gioca come vuole Fonseca, sta facendo molto bene”.
Quello che resta di ieri sera è un pareggio che accontenta solo i bianconeri venuti a Milano per non perdere e tornati alla base a missione decisamente compiuta.
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