Il Milan si ritrova per un’altra stagione a discutere del rendimento di Rafael Leao e del ruolo in esso di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non sembra essere ancora riuscito a spronare definitivamente il giovane ex compagno di squadra.
C’è però una riflessione a riguardo da fare. Leao ha ancora bisogno di essere spronato? Il portoghese ha compiuto da poco 26 anni. Non è più un giovane in rampa di lancio ormai, ma un calciatore vicino al picco della propria carriera, almeno a livello atletico. In base a ciò, probabilmente è lui stesso l’unico in grado di caricarsi e motivarsi in vista delle partite in cui è chiamato a incidere. Ibra gli ha fatto da mentore nei primi anni al Milan è vero. Ma se finora, come lo stesso Zlatan ha dichiarato più volte, Rafa è stato l’unico in grado di smuovere mentalmente sé stesso (“Sono arrivato alla conclusione che, se uno non si sveglia da solo, c’è poco da fare”, parole di Ibra provenienti dalla sua autobiografia), allora questo pensiero va accantonato. L’idea che Ibrahimovic possa cambiare Leao e renderlo più incisivo e incline al sacrificio è ormai da archiviare e non è detto che sia un male.
Il ruolo di Rafael Leao al Milan tra Ibrahimovic, Allegri e il Bayern Monaco
Insomma, l’opinione di chi scrive è che Leao debba ormai motivarsi da solo. Il compito del Milan deve essere quello di metterlo nelle migliori condizioni possibili, tanto a livello tattico quanto ambientale. Il resto deve dimostralo il giocatore in campo. Il nuovo tecnico Massimiliano Allegri sembra voler puntare forte su di lui, tanto da basare molto dell’impostazione tattica della squadra sul 10 portoghese. Il Milan lo reputa un patrimonio importante, ma non incedibile in caso di offerte particolarmente alte. Queste ultime potrebbero arrivare dalla Germania, visto che il Bayern Monaco cerca un esterno di alto livello e ha inserito il portoghese nella sua lista.
Milan, Zlatan Ibrahimovic è la chiave per far rendere Rafael Leao? Il pensiero
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