Milan, Massimiliano Allegri conferma la sua filosofia: sfruttare la panchina che si ha a disposizione è un’arma segreta per decidere i match
Massimiliano Allegri, tornato da poche settimane sulla panchina del Milan, sembra aver ritrovato la sua dimensione ideale: quella di allenatore capace di leggere le partite e cambiarne il destino dalla panchina. Una qualità che lo aveva reso celebre nella sua prima avventura juventina, tanto che veniva definito un “maestro dei cambi”.
L’introduzione della regola delle cinque sostituzioni, inizialmente accolta con un pizzico di ironia, è oggi considerata una risorsa che esalta le doti strategiche dell’allenatore toscano, soprattutto in una rosa che, pur non sterminata nei numeri, si dimostra sorprendentemente ricca di soluzioni.
Milan, Massimiliano Allegri e il ruolo di maestro dei cambi: la panchina diventa un’arma decisiva
La vittoria esterna di Lecce, nella seconda giornata di campionato, aveva offerto un saggio di questo nuovo corso. In quell’occasione Allegri sfruttò un Christian Pulisic non ancora al meglio della sua forma, preferendolo come arma a gara in corso. Infatti fu proprio l’americano a firmare il gol che blindò il 2-0 finale. Questo è un esempio di come la gestione dei cambi non sia soltanto un rimedio alle emergenze fisiche, ma una scelta consapevole per ribaltare o indirizzare l’andamento della gara.
Il vero banco di prova è arrivato, però, nella sfida di San Siro contro il Bologna. Allegri, costretto a rinunciare all’infortunato Leao, ha impostato un primo tempo prudente, con sei centrocampisti a sostegno dell’unico riferimento offensivo, Santiago Gimenez. L’obiettivo era chiaro: limitare le accelerazioni degli uomini di Italiano e spegnere sul nascere le iniziative di Orsolini e compagni. Una volta costruito l’equilibrio, nella ripresa il tecnico ha cambiato passo, mostrando quanto questo Milan sappia trasformarsi a gara in corso.
Il gol di Luka Modric ha fatto poi da spartiacque. Dopo appena quattro minuti Allegri ha inserito Pulisic al posto di Loftus-Cheek, intuendo che il Bologna, costretto a scoprirsi, avrebbe lasciato spazi invitanti da attaccare. La scelta si è rivelata vincente. L’americano ha subito messo in crisi la retroguardia emiliana, sfiorando un rigore e confezionando un’occasione d’oro per Gimenez. A cinque minuti dal termine è stata poi la volta di Christopher Nkunku, all’esordio in maglia rossonera. Pur con appena mezz’ora di autonomia nelle gambe, il francese ha dato un saggio delle sue qualità: tenuta di palla nei momenti più delicati, capacità di difendere alto e l’astuzia di procurarsi un rigore, poi annullato da una decisione controversa del VAR.
Allegri costruisce un gruppo a due volti: solidità all’inizio e armi offensive sul finale
La partita contro il Bologna ha ribadito un concetto chiave di questa squadra. Il Milan di Allegri dispone di un ventaglio di soluzioni che lo rende imprevedibile. Nonostante l’assenza di un centravanti fisicamente dominante, il reparto offensivo offre combinazioni variabili. Con Leao vicino al rientro, Allegri potrà mescolare le caratteristiche di Gimenez, la rapidità di Pulisic e la versatilità di Nkunku, costruendo di volta in volta il tridente più adatto.
La vera novità, però, sta nella possibilità di affrontare i match con un’impostazione più cauta nella prima ora, per poi scatenare l’artiglieria pesante nell’ultima mezz’ora. In un calcio in cui le partite si decidono spesso nei minuti finali, e dove le cinque sostituzioni hanno rivoluzionato la gestione delle energie, questa può diventare un’arma decisiva. Allegri, maestro nel leggere i dettagli, sembra averlo capito meglio di chiunque altro.
Con il Napoli all’orizzonte e l’attacco quasi al completo, il Milan è pronto a testare il proprio potenziale. Più che un undici titolare, Allegri sembra avere tra le mani una squadra a due volti: prudente e compatta nella fase iniziale, esplosiva e incisiva quando il match entra nel vivo. Un equilibrio che, se confermato, può trasformarsi in uno dei punti di forza della stagione rossonera.
Milan, aveva ragione Massimiliano Allegri: la panchina incide
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