Altra serata positiva quella di ieri che ha visto il Milan battere il Lecce 3-0 nella sfida di Coppa Italia. Questo non è solo un risultato che regala al Diavolo la qualificazione, ma è l’ennesima conferma di un dato ormai evidente, Max Allegri ha ricostruito un muro difensivo che sta diventando il vero punto di forza della squadra. Quarta partita consecutiva senza subire gol, quarto segnale chiaro che la fase difensiva è tornata a essere la base del progetto rossonero. Dopo la sconfitta all’esordio con la Cremonese, le critiche non erano mancate. Ma Allegri, fedele al suo credo, ha lavorato sull’organizzazione e sull’equilibrio. Riconoscere il pericolo, ripete spesso, non è uno slogan, è un mantra che oggi guida i suoi giocatori. Milan: Il Diavolo alza il muro. La difesa rossonera sempre piú inespugnabile e compatta
La retroguardia composta da Tomori, Gabbia e Pavlovic appare più compatta, con De Winter pronto a inserirsi, mentre Maignan resta il leader carismatico tra i pali. Il dato più interessante è che la solidità non nasce solo dietro. A centrocampo, Modric e Rabiot hanno portato esperienza e disciplina, Ricci e Fofana garantiscono corsa e copertura, mentre Saelemaekers si è adattato a un ruolo fondamentale negli equilibri difensivi.

Tutti partecipano, tutti si sacrificano. Se l’attacco vive ancora di alti e bassi, tra Gimenez che cerca la miglior condizione, Leao fermo ai box e Nkunku che nonostante la bella prova di ieri, deve ancora inseritsi al 100%, il Milan oggi sa di poter contare su una certezza, non prendere gol. É da lì che Allegri vuole costruire la sua scalata. Il prossimo test, contro il Napoli, sarà la prova del nove. Affrontare un attacco tra i più pericolosi d’Italia dirà fino a che punto il muro rossonero è solido. Intanto, però, Max ha riportato il Milan nella sua dimensione di squadra pratica, tosta, che concede poco o nulla. Bisogna continuare cosí, perché la strada intrapresa, sembra quella corretta.
Rispetto al recente passato, il cambiamento è evidente. Sia sotto l’ultima gestione Pioli che nella scorsa stagione con Fonseca prima e Conceiçao dopo, il Milan viveva l’esatto opposto. Un’identità offensiva capace di creare tanto ma con una fragilità difensiva che costava cara, soprattutto nei momenti cruciali. I rossoneri incassavano gol a grappoli, spesso anche in serie, con blackout che rendevano difficile la gestione delle partite. Oggi, invece, la mano di Allegri si vede nitidamente e non c’è più spazio per disattenzioni collettive, ogni dettaglio viene curato e la fase difensiva è tornata a essere la base su cui costruire i successi.

