Zlatan Ibrahimovic all’Assemblea ECA ha toccato diversi temi: dalla nuova veste in rossonero fino al Mondiale 2026
È in corso a Roma, dal 7 al 9 ottobre 2025, la 32esima Assemblea Generale dell’ECA (European Club Association), l’organismo che rappresenta le società calcistiche europee. L’evento riunisce dirigenti, allenatori e figure di spicco del calcio continentale per discutere il futuro del movimento. Tra i presenti spicca Zlatan Ibrahimovic, oggi Senior Advisor di RedBird e del management dell’AC Milan, che ha portato sul palco la sua visione del calcio moderno e del rapporto tra giocatori, club e competizioni internazionali. Con il suo consueto carisma, lo svedese ha affrontato alcuni dei temi più caldi del momento, a partire dal numero eccessivo di partite.
Si gioca troppo? “Da ex calciatore ti dico che voglio giocare di più. Quando ci sono meno partite la gente vuole più partite, quando ci sono più partite la gente si lamenta che sono troppe, ma penso che giocarne molte sia positivo. C’è però bisogno di proteggerli e fare un calendario più consono Ogni squadra ha circa 25 giocatori, ma volendo possono averne anche più di 25. Quindi se non li usi tutti e ti fossilizzi sempre con gli stessi 11 allora può essere difficile. Poi ci sono le nazionali, dove giochi con orgoglio perché rappresenti il tuo paese. Finché i calendari sono sensati tutto è possibile. Il nuovo format della Champions è un’idea fantastica e cos’è che vuole vedere il pubblico? Più partite. Oggi allenamenti e preparazione sono a livelli davvero alti e professionali, non sono preoccupato per questo”
Zlatan Ibrahimovic all’Assemblea ECA: “Mondiale? La Svezia non c’è. Spero nel mio amico Ancelotti”
L’ex fuoriclasse svedese ha difeso dunque l’idea di un calcio più ricco di impegni, purché ben gestito. Nelle sue parole emerge la fiducia nelle strutture moderne e nei metodi di preparazione che permettono agli atleti di sostenere carichi di lavoro elevati. Ibrahimovic ha inoltre sottolineato come la chiave sia la rotazione della rosa e la capacità degli allenatori di valorizzare tutti i giocatori a disposizione. Il nuovo format della Champions League, secondo lui, risponde perfettamente al desiderio del pubblico: più partite, più spettacolo, più emozioni.
Alla domanda su quanto si stia divertendo nel suo nuovo ruolo, Zlatan ha mostrato il lato più umano e riflessivo del suo carattere: “Molto. Sto imparando parecchio. Ora guardo il tutto da una prospettiva diversa. Ad essere sinceri non provo la stessa adrenalina ed è per questo che vado in palestra tutti i giorni (sorride, ndr). Comunque sì, sto imparando molto. È un modo nuovo di vedere le cose. Quando era ancora un calciatore pensavo: ‘Perché non possiamo fare questo? Perché non possiamo fare quello?’, ora sono dall’altra parte del tavolo e capisco tutto. Ora sono più realista”. Un passaggio che evidenzia la maturità di chi, pur non più in campo, continua a vivere il calcio con passione e curiosità.
Infine, il tema della competitività e delle ambizioni: “Fino a gennaio ok, tutto quello che hai fatto va bene. Ma poi arrivano gennaio e febbraio, ed è lì che devi essere sul pezzo. Ovviamente c’è anche una componente di fortuna… Volete che dica che mi sarebbe piaciuto vincere la Champions League? Non è un mistero. Ma le persone ricordano più me che non l’ho vinta rispetto al 90% dei giocatori che l’hanno vinta (sorride, ndr). Sono contento che il PSG l’abbia vinta, ma penso che la cosa più difficile da fare sia vincere ancora, riconfermarsi”. E sul Mondiale, la sua risposta non poteva che avere un tocco personale: “Bella domanda. La Svezia non è qualificata… Spero il Brasile per il mio amico Ancelotti, tifo per loro. Ogni cosa che tocca diventa oro, vediamo se riesce a farlo anche col Brasile”.
Zlatan Ibrahimovic all’Assemblea ECA: “Da calciatore non capivo certe cose. I tifosi vogliono più partite. Mondiale? Spero che…”
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