Zlatan Ibrahimović torna a far sentire la propria voce, questa volta fuori dal campo ma sempre con la consueta forza e carisma. All’assemblea delle società di Serie A, il consulente rossonero ha lanciato un messaggio chiaro, serve tutelare maggiormente i calciatori e ripensare il calendario internazionale, ormai saturo di impegni e trasferte.“Non si può giocare ogni tre giorni per undici mesi. Gli atleti non sono macchine, ma uomini che hanno bisogno di recuperare. Le Nazionali devono convocare solo quando è davvero necessario”.

Parole che riflettono un malessere diffuso nel mondo del calcio, soprattutto in un periodo in cui la FIFA e la UEFA continuano ad ampliare tornei e competizioni. Ibrahimović ha poi parlato anche del Milan, elogiando il lavoro della società e dello staff tecnico: “A Milano stiamo facendo tutti un lavoro straordinario, con grande professionalità e spirito di squadra”. Non sono mancati riferimenti al futuro e alla Champions League, competizione che lo svedese non ha mai conquistato ma che considera ancora una ferita sportiva aperta: “Non l’ho vinta, ma ero il migliore”. Un discorso a metà tra leadership e provocazione, firmato da chi, anche lontano dal campo, continua a rappresentare l’essenza stessa del carisma.

