Come è sempre stato uno dei diktat principali del tecnico livornese, anche in questo nuovo corso il Milan di Allegri ha costruito le proprie certezze partendo da dietro. La solidità difensiva è tornata ad essere il marchio di fabbrica rossonero, un punto fermo che permette alla squadra di gestire i momenti complessi e imporsi con autorevolezza. Eppure, non era affatto scontato. La maggior parte degli interpreti è la stessa dello scorso anno, quando il reparto arretrato mostrava fragilità strutturali e mancanza di sincronismi. Milan: Il muro di Max Allegri, la difesa è la chiave del nuovo Diavolo

Ma Allegri ha saputo incidere subito sulla mentalità, ancor prima che sulla tattica: oggi il Milan difende da squadra, con reparti corti, aggressività nelle seconde palle e un lavoro di sacrificio collettivo che coinvolge anche gli attaccanti. La leadership di Allegri ha fatto la differenza. È riuscito a entrare immediatamente nella testa dei suoi giocatori, restituendo fiducia e ordine. Tomori e Gabbia si sono imposti come coppia affidabile, Maignan è tornato dominatore dell’area, e anche i nuovi innesti stanno assimilando i principi di equilibrio e compattezza che da sempre caratterizzano il suo calcio. Ora che la stagione entra nel vivo, Allegri sa che deve continuare ad aggrapparsi alla difesa. É lì, nel muro d’acciaio costruito con metodo e disciplina, che si nasconde la chiave per tornare a vincere.

