Il Milan ha urgente di mercato, Santiago Giménez è un caso da risolvere intanto possibili svolte societarie in arrivo?
ll Milan attraversa una fase di stagione in cui ogni limite strutturale sta emergendo con chiarezza. E la prima evidenza è sotto gli occhi di tutti: la rosa è troppo corta. Diciannove giocatori di movimento, tre portieri, e poco margine per gestire infortuni, squalifiche o semplici cali di forma. Allegri ha provato a minimizzare, ma i numeri parlano da soli: basta una singola assenza pesante per ridisegnare mezza formazione o costringere alcuni giocatori a minutaggi non sostenibili a lungo termine.
Per questo il mercato di gennaio non è un’opzione, ma un obbligo. Servono almeno due rinforzi: una prima punta, perché il peso dell’attacco oggi dipende praticamente da un solo uomo, un difensore centrale, per evitare di ritrovarsi in emergenza continua. Il campionato è lungo, logorante, e il Milan non può permettersi di affrontarlo con risorse così limitate.
Milan, Cardinale tra un debito da saldare e una probabile cessione
Parallelamente al campo, si muove un fronte forse ancora più determinante: quello societario. Secondo le voci più insistenti, Gerry Cardinale starebbe valutando la cessione della quota di maggioranza agli Steinbrenner, con l’obiettivo di creare una NewCo entro dicembre. Un’operazione che avrebbe due effetti immediati: liquidare definitivamente Elliott, garantire al club un aumento di capitale potenzialmente molto significativo. In altre parole, un nuovo corso. Un Milan che, abbinato al brand degli Yankees, potrebbe ambire a una dimensione globale ancora più marcata.
Milan, Santiago Gimenez non carbura: il diavolo valuta le alternative
Se la rosa è corta e la società è in movimento, c’è poi un terzo punto delicato: la crisi di Santiago Giménez. Il centravanti non segna da troppo tempo e, pur impegnandosi, non trasmette più quella sensazione di pericolosità che aveva convinto tutti nei suoi primi mesi in Italia.
Difenderlo oggi diventa complicato: un attaccante può avere alti e bassi, ma quando la squadra ha così poche alternative, la sua sterilità sotto porta diventa un fattore pesante. E infatti il Milan si sta già muovendo: Panichelli dello Strasburgo e Burkardt dell’Eintracht sono profili monitorati proprio per gennaio, segnale chiaro che la fiducia non è più incondizionata

