Christopher Nkunku è arrivato al Milan tra tante aspettative, ad ora non ripagate. Eppure va chiesto: il contesto è giusto per tutti quanti?
Il Milan in estate era alla disperata ricerca di una punta. Pronti, partenza, via: arriva Allegri, Gimenez non convince e parte la mission Dusan Vlahovic. Il serbo ha la sua situazione complicata in casa Juventus, tra amore e odio. Ora pare tutto risolto, ma a luglio era tutto diverso. Nelle speranze di tutti, alla fine da Massimiliano Allegri arriva niente di meno che Christopher Nkunku. L’ex Lipsia ci mette poco più di 48 ore di trattativa ad approdare a Milano. Qualità innegabile ma una sola domanda sulla bocca di tutti: Ma la punta?
Già, la punta? Il francese ex Lipsia fa molti ruoli, ma la prima punta non è tra questi. Al massimo la seconda punta adattata. Ecco che Allegri tira fuori il 3-5-2 (chissà se per lui) e Nkunku ha, almeno nel modulo, un posto assegnato. Poi si sa, il calcio oltre che di campo è fatto di numeri. Quelli del giocatore ex Chelsea sono impietosi sinora, specie nel massimo campionato. Anche un infortunio a mettersi di mezzo tra minuti giocati, aspettative e zero gol (quello che serviva) nel tabellino del Diavolo. Eppure, ogni situazione ha dei perchè, specie nel calcio in cui quello dei diti puntati fuori contesto è uno sport nazionale.
Il ruolo mancato e un Christopher Nkunku che può avere senso
Va fatta una piccola riflessione portata proprio dall’ultima sosta delle nazionali. In 67 minuti giocati in due partite Nkunku ha fatto l’ala sinistra contro l’Ucraina e il trequartista dietro la punta contro l’Azerbaijan. Due ruoli nemmeno sfiorati alla corte di Massimiliano Allegri. Coi rossoneri Nkunku si trova in mezzo al campo, seconda punta dietro a Gimenez e Leao. Va detto: il 4-3-3 sicuramente è comparso come modulo nelle varie offensive del Milan, ma il francese resta ancorato comunque a dei dogmi che non gli appartengono.
In un passato 4-2-3-1 probabilmente Nkunku avrebbe detto la sua. In questo Milan allegriano forse Nkunku è davvero lui e va capito se lo potrà essere mai. Si tratta comunque di un giocatore capace, di qualità, quella di cui il Milan ha fondamentale bisogno per tornare a competere dove recita la sua storia. In questo senso, Christopher Nkunku non è da Milan allegriano ma lo potrà essere se anche i rossoneri impareranno a essere da lui. La sensazione infatti è che Nkunku e il Milan siano partiti con il piede sbagliato in termini di empatia calcistica. Nulla da temere però: il contratto è lungo e (almeno su questo) è stata fatta la cosa giusta.
Christopher Nkunku non è da Milan o il Milan (attuale) non è da lui?
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