A mesi dall’addio al Milan, Emerson Royal ripercorre il suo periodo in rossonero con un piglio decisamente critico verso i tifosi
Tanti gli ex Milan che a ridosso del derby dicono la loro sul match e sulle loro sensazioni. Tra questi Emerson Royal che ha ripercorso il suo complicatissimo periodo in rossonero. Ora in Brasile sembra aver ritrovato sorriso e spinta: “Oggi sto bene e sono finalmente tornato ad essere felice. Tornare qui dopo tanti anni fuori è stato speciale. Stiamo disputando due competizioni importanti e una delle ragioni per cui ho scelto di rientrare era farmi conoscere di più dalla gente del mio paese, perché sono stato tanto tempo all’estero. È una sensazione bellissima sentirmi apprezzato. Danilo e Alex li conoscevo già dalla Seleçao, ma non avevamo mai giocato insieme in un club. Jorginho lo avevo affrontato quando era al Chelsea e mi piaceva molto il suo modo di giocare, avevo voglia di viverlo da compagno”.
Immancabile la domanda sul perché dell’addio ai colori rossoneri: “Parte tutto da me e da una mia richiesta. Ho parlato con la mia famiglia, con il mio agente, e l’idea di andarmene era già diventata una priorità. Non avrei potuto continuare con quella sensazione addosso. Al Tottenham mi era successa la stessa cosa, ma lì ero riuscito a far cambiare idea: arrivi, la gente parla, poi non vogliono più che tu te ne vada. È sempre questione di tempo e adattamento. Inizialmente avevo pensato di fare lo stesso anche al Milan, di restare per dimostrare davvero chi sono. Ma dopo l’infortunio e i mesi fermo, quella sensazione si è amplificata ancora di più. In Italia poi la stampa pesa molto e influisce. Dentro al club invece, sia con Fonseca che con Conçeiçao, avevo la fiducia di tutti”.
Ex Milan, Emerson Royal al veleno: “Non si può essere sempre al 100%. L’Italia non mi manca”
Con i tifosi forse il feeling è mancato: “Capisco che pagano il biglietto e vogliono il massimo, ma a volte è stato veramente un po’ troppo, perché io ero un giocatore del Milan e supportarmi avrebbe aiutato anche il Milan stesso. Quando un calciatore commette degli errori, se la tifoseria gli resta vicino lo aiuta ancora prima che le cose vadano davvero male. Non si può essere al 100% tutti i giorni: ci sono partite in cui ti riesce tutto e altre in cui non gira. È umano, ed è qualcosa che va accettato. Invece io mi sono sentito spesso criticato con molta esagerazione, anche in momenti in cui avevo fatto partite importanti davvero molto bene. Tornassi indietro rifarei tutto. Vengo dalle favelas dove non si ha cibo”.
Tra l’altro neanche l’Italia è tra i pensieri dell’ex terzino destro rossonero: “È un paese bellissimo, il Milan è un top club, ma non avrò mai quella sensazione di nostalgia, perché non c’è motivo per cui mi possa mancare. Mi manca la Spagna, dove sono stato molto felice al Betis. E anche l’Inghilterra. L’Italia no. Neanche il mio agente voleva tornarci dopo il Milan”.
La settimana è quella del derby e non poteva mancare la domanda canonica su Inter-Milan: “Tra i match che ho giocato meglio, insieme a quello col Real Madrid. A Milano è una partita assurda e la gioia di vincerla è ineguagliabile per l’importanza che ha. Noi l’anno scorso abbiamo riportato la supremazia rossonera. Allegri? Mi piace molto, anche se non ci starei nel suo schema tattico. Credo che quest’anno la squadra sia compatta, forte e possa arrivare lontano. Faranno una grande stagione, lo meritano”.
Un breve pensiero anche, chissà, per un ritorno in Nazionale: “Carlo è un allenatore che mi conosce: si ricorda bene la mia partita con la maglia del Milan contro il Real Madrid. Quando sono arrivato qui al Flamengo venivo da molto tempo fermo: l’infortunio, le vacanze, niente pre-season con il Milan… mi mancava ritmo. Ora sto bene, sono felice. Con il tempo tornerà tutto”.
Ex Milan, Emerson Royal al veleno: “Se sono andato via è colpa dei tifosi. I compagni mi davano forza”
LEGGI ANCHE: Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Kakhaber Kaladze

