Torino-Milan: Maignan non è solo un portiere, è il primo regista di Allegri. I dati che spiegano la svolta tattica
La vittoria in rimonta del Milan a Torino non è stata costruita solo sugli strappi degli attaccanti o sulla solidità dei centrali, ma è iniziata molto più indietro. Analizzando il Match Report ufficiale della Lega Serie A, emerge un dato che fotografa perfettamente l’evoluzione tattica voluta da Massimiliano Allegri (e dal suo vice Landucci): la centralità assoluta di Mike Maignan nella costruzione del gioco. In una partita complessa, dove il pressing del Torino ha spesso soffocato le prime linee di passaggio, il portiere francese si è trasformato nel vero “regista arretrato” della squadra, toccando un numero di palloni impressionante per il suo ruolo.
Un costruttore di gioco con i guanti
Il dato più eclatante riguarda le “Palle Giocate” (PG): Maignan ne ha gestite ben 45 nell’arco dei 100 minuti di gioco. Per dare un termine di paragone, ha toccato più palloni di Loftus-Cheek (34) e quasi gli stessi di un esterno come Saelemaekers, che è costantemente nel vivo dell’azione. Questo non significa solo che il Milan si è appoggiato a lui per scaricare la pressione, ma che Maignan è stato parte attiva dello sviluppo della manovra. Con una precisione nei passaggi del 72%, “Magic Mike” si è preso rischi calcolati, cercando spesso la verticalizzazione diretta per saltare il centrocampo granata e innescare le punte, evitando il giro palla sterile che avrebbe favorito il pressing avversario.
Reattività atletica da centometrista
Ma l’analisi non si ferma ai piedi. I dati atletici forniti dal report svelano un altro aspetto sorprendente della prestazione del numero 16 rossonero. Maignan ha registrato una velocità media in “Run” di 19.59 km/h, piazzandosi al terzo posto assoluto nella classifica dei giocatori del Milan per questa specifica metrica, dietro solo a Loftus-Cheek e Bartesaghi. Cosa significa questo dato per un portiere? Significa che Maignan ha mantenuto una posizione altissima, agendo quasi da “libero”, pronto a scattare in avanti per accorciare la squadra e coprire la profondità alle spalle della difesa. Una reattività che gli ha permesso di tenere il reparto corto e di essere sempre pronto a intervenire non solo tra i pali, ma anche in uscita bassa e in anticipo.
In definitiva, la prova di Torino ci consegna un Maignan totale: decisivo tra i pali con 2 parate fondamentali, ma altrettanto cruciale come primo costruttore e come ultimo difensore aggiunto.
Torino-Milan: Maignan non è solo un portiere, è il primo regista di Allegri. I dati che spiegano la svolta tattica

