Milan, nonostante uno stato febbrile non indifferente, Sergio Conceicao è stato accanto ai ragazzi come se fosse al 100%.
A volte nella vita bisogna stringere i denti e farsi forza da soli perchè nessuno lo farà al posto nostro. Ecco come descriverei con una frase l’esordio di Sergio Conceicao sulla panchina del Milan, un uomo che sta dimostrando dal primo giorno di possedere dei valori importanti prima di essere allenatore.
Al termine del match contro i bianconeri l’ex tecnico del Porto aveva rilasciato queste parole a SportMediaset: “Non sono uno molto simpatico, non mi piace dare abbracci e sono più le volte che mi arrabbio che il contrario. Sono molto contento del gruppo perché ha accettato il messaggio ed un allenatore che non sorride tanto. E questo mi fa piacere, perché io sono qua non per farmi amici ma per vincere. Questo è l’importante”.
Milan, la febbre non ferma l’esordio di Sergio Conceicao.
39 di febbre? Non gli importa molto, va in panchina e se occorre si sbottona anche.
Milan senza ricambi offensivi? Ne fa a meno e si inventa quel che può.
Com’è arrivata la vittoria? Gli interessa poco, basta che alla fine dei 90′ abbia vinto il Milan.
Questo è Sergio, un uomo che si basa sulla fame, sull’aggressività, sul carattere e sul essere decisi su ciò che si vuole. L’esordio di Conceicao con il Diavolo è un successo, magari non è stato bello da vedere, non entusiasmante, ma voluto, costruito e cercato.
Lunedì sera sarà finale contro i cugini e non sarà per niente facile spuntarla, ma non penso proprio che Sergio si darà per vinto così facilmente.
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