Di Canio gela Leão: “Non è mio fratello. Il Milan gioca meglio senza di lui”
Se cercavate qualcuno che usasse il fioretto, avete sbagliato citofono. Al Legends Trophy di Milano, Paolo Di Canio è entrato in tackle scivolato su Rafael Leão con la grazia di un uncinetto arrugginito. Non è una novità che l’ex Wonder Boy laziale e milanista non sia un fan dell’atteggiamento del portoghese, ma stavolta il giudizio è diventato una sentenza definitiva sulla maturità (mancata) del numero 10 rossonero.
Mentre il Milan si gode il -6 dall’Inter, Di Canio scoperchia il vaso di Pandora: il talento basta a giustificare l’assenza di disciplina?
🗡️ Di Canio senza filtri: “Leão? Non è mio fratello”
L’opinionista di Sky non ha usato giri di parole per descrivere quello che, a suo dire, è il limite strutturale del Milan di oggi: la gestione di un giocatore “divisivo”.
“Se il Milan vuole crescere a livello mondiale, non puoi avere un giocatore che non sai come si alza la mattina. In Inghilterra, Spagna o Germania non esiste un talento su cui l’opinione pubblica si divide così tanto. Se Leão si arrabbia? Che me ne frega, mica è mio fratello o mio cugino.”
I capi d’accusa di Di Canio:
- L’Involuzione: “Ha 27 anni. Se eri più forte a 21 che a 27, c’è un problema.” Per Di Canio, Leão è rimasto un eterno incompiuto, più concentrato sulla sala di registrazione e sulle sfilate a petto nudo in pieno inverno che sulla ferocia agonistica.
- L’Effetto “Senza di lui”: Numeri alla mano, Di Canio sottolinea come il Milan sia più solido e corale quando Rafa non c’è. Cita il gol di Rabiot al Torino come l’esempio perfetto di gioco di squadra: un’azione che coinvolge Fofana, Athekame, Modrić e Pulisic. “Tutti si dividono gli spazi e si premiano a vicenda. Questo è volersi bene e rispettarsi.”
- Il Labiale di Tare: Di Canio conferma la tensione tra la dirigenza e il giocatore, citando il labiale del DS all’Olimpico durante la sostituzione di Roma. “Per un dirigente serio come Igli, certi atteggiamenti non esistono.”
📈 Il Milan di Max: Ambizione o Prudenza?
Nonostante le critiche a Leão, Di Canio promuove il lavoro di Allegri. A 8 giornate dalla fine, con lo scontro diretto col Napoli all’orizzonte, il clima è quello della grande attesa.
- Il fattore Allegri: “Max dice che guarda dietro per assicurarsi la Champions, ed è giusto. Ma conoscendolo, lui è lì e aspetta l’inciampo dell’Inter. Con questa classifica, sognare è un dovere”.
- Il confronto con l’anno scorso: Il Milan è finalmente costante e lotta per il vertice per tutta la stagione, un netto miglioramento rispetto al 2025.
Le parole di Di Canio sono benzina sul fuoco in un momento in cui il Milan sembra aver trovato un nuovo equilibrio nel 4-3-3 senza il suo “dieci”. Credi che la “sconvocazione” di Leão per la sosta sia l’ultima occasione per lui di resettare la testa e tornare con l’umiltà richiesta da Di Canio e Simeone, o pensi che ormai il divorzio tecnico tra il portoghese e l’universo allegriano sia inevitabile in estate? 🔴⚫️
Di Canio gela Leão: “Non è mio fratello. Il Milan gioca meglio senza di lui”

