MILAN – E’ il momento più difficile della stagione del Milan. Il bilancio delle ultime 8 partite, che hanno visto i rossoneri cadere contro Atalanta, Sassuolo, Udinese, Napoli e Lazio, pareggiare contro la Juventus e portare a casa solo due vittorie contro Verona e Torino la dice lunga sul disastroso periodo della formazione di Allegri, che da una qualificazione Champions League praticamente raggiunta è passata a non poter più sbagliare nelle due rimanenti partite di campionato per non perdere il treno della massima competizione europea.
Si è parlato a lungo dei problemi di campo, come la sterilità dell’attacco rossonero. Il Milan nelle partite citate ha messo a segno appena cinque gol distribuiti in tre gare, restando a secco nel resto degli incontri. Un aspetto che certamente ha pesato, e tanto, sui risultati.
La sensazione però è che più che le gambe o la tattica, sia la testa l’elemento che Allegri dovrà allenare con maggiore intensità da qui alla fine della stagione, magari partendo proprio dal suo mantra. “Calma, calma”. Quante volte lo si è sentito urlare dalla panchina nel corso della sua carriera da allenatore? Nelle ultime partite, l’apprensione da Champions e da carenza di risultati sembra avere avuto la meglio sulla formazione rossonera. Il colpo del perdere il passo con la testa della classifica sembra avere avuto effetti difficili da scrollarsi di dosso per il gruppo rossonero, peggiorati di gara in gara man mano che le rivali Champions si avvicinavano a mettere pressione.
Con il momento della resa dei conti ormai arrivato, l’ansia e la pressione rischiano di essere il peggior nemico da sconfiggere per il Milan.
Milan, il mantra di Allegri serve ora più che mai
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