MILAN – Sono passati appena tre giorni dal disastro sportivo ed economico della mancata qualificazione Champions. Eppure sono stati lunghi, lunghissimi per il Milan. Come, senza dubbio, lungo sarà il resto della settimana. Ore intense, di critica, rabbia e amarezza da parte dei tifosi, di riflessioni e lavoro per la società chiamata a raccogliere i cocci del progetto mandato in frantumi dalla sconfitta contro il Cagliari. Buttare via le macerie e ripartire, è questa la volontà della società del Milan che già il giorno dopo ha chiarito il taglio netto col passato: via la dirigenza, via Allegri. Una scelta non certo sorprendente dopo quanto avvenuto negli ultimi mesi e il clima dell’ambiente rossonero.
Resta, invece, centrale Ibrahimovic, impegnato nella definizione del nuovo assetto. Giusto? Sbagliato? Sarà il tempo a dirlo, anche se lo svedese è certamente stato uno dei nomi più chiacchierati sui media negli ultimi mesi che hanno decretato il crollo della stagione rossonera. I prossimi saranno i giorni della ricostruzione, quelli in cui si saprà il nuovo assetto del Milan e si conoscerà il nome dei nuovi dirigenti e del tecnico in vista della prossima stagione.
Nel caos attuale, la luce (in mezzo a tanto buio) per il Milan è quella di poter ripartire da zero, di non avere pregressi ma poter plasmare il proprio futuro, partendo, o quasi, da zero e da una tela da scrivere a proprio piacimento, avviando un progetto dalle fondamenta. Un’opportunità che i rossoneri non possono permettersi di sbagliare se non vogliono far diventare l’assenza dalla Champions una pericolosa abitudine per il club e la sua tradizione.
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