Quattro anni fa il Mondiale lo aveva soltanto sfiorato, restando tra le riserve del Belgio. Oggi Alexis Saelemaekers si prepara invece a vivere da protagonista la massima competizione internazionale. Il giocatore del Milan, reduce da una stagione vissuta tra luci e ombre dopo il ritorno in rossonero, ha raccontato la propria storia in una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera e della sua crescita personale.
Le radici belghe e l’importanza della famiglia
Saelemaekers ha parlato con affetto del Belgio, il suo Paese d’origine, sottolineando il forte legame con la famiglia e con Bruxelles.
«A parte il meteo che è molto freddo, il nostro è un paese molto caloroso. La gente è molto familiare e si aiutano a vicenda. È il mio paese di origine e quindi ci sono molto legato».
Il rossonero ha poi raccontato il rapporto speciale con i suoi genitori, che continuano a raggiungerlo regolarmente a Milano in automobile.
«Mia madre non ha la patente quindi lo accompagna ma a mio padre piace venire in macchina. Sono rimasti molto umili e io provo tanto a raccogliere questa umiltà da loro. Nel calcio è importante rimanere umili».
L’immagine pubblica e la difficoltà della fama
Uno dei temi affrontati è stato quello della percezione che i tifosi hanno di lui.
«A volte mi dispiace un po’ dell’immagine che ha di me la gente. Sul campo sono totalmente diverso da come sono nella vita reale. Sono una persona molto rispettosa e grazie ai miei genitori sono rimasto umile».
Saelemaekers ha spiegato anche quanto sia complicato gestire notorietà e denaro in giovane età.
«Inizi ad avere fama e soldi molto presto. Non sei ancora maturo e non capisci davvero il valore delle cose. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha sempre aiutato a restare con i piedi per terra».
L’aiuto ai più giovani
L’esterno del Milan ha raccontato come oggi provi a trasmettere la propria esperienza ai ragazzi più giovani.
«Quando vedo qualcuno commettere errori che ho fatto anch’io, provo ad aiutarlo. Nel calcio è una cosa molto bella: i giocatori più esperti aiutano quelli che hanno meno esperienza».
Giroud, una figura fondamentale
Tra le persone più importanti della sua esperienza milanista c’è senza dubbio Olivier Giroud.
«Olivier è stata una persona molto importante. Abbiamo legato tanto, ho conosciuto la sua famiglia e siamo rimasti grandi amici».
Il belga ha spiegato come il campione francese sia stato un punto di riferimento nei suoi primi anni in Italia.
«Sono arrivato a Milano molto giovane, lontano dalla mia famiglia. Avere una persona della sua esperienza che mi aiutava ogni giorno è stato fondamentale per la mia crescita personale».
L’arrivo al Milan e il ruolo di Maldini e Pioli
Saelemaekers ha poi ricordato i primi mesi in rossonero, ammettendo di aver incontrato diverse difficoltà.
«I primi due o tre mesi mi chiedevo cosa ci facessi a Milano. Il livello della Serie A era molto diverso da quello a cui ero abituato in Belgio».
Con il passare del tempo, però, ha capito le esigenze di un club come il Milan.
«Mi sono reso conto che qui anche un passaggio sbagliato può costarti una partita. Ho imparato cosa significa giocare per il Milan».
Un ringraziamento speciale è stato riservato a Paolo Maldini e Stefano Pioli.
«Sono stato molto grato a Paolo Maldini e Stefano Pioli perché mi hanno dato il tempo di crescere. La fiducia delle persone importanti in un club fa tutta la differenza».
L’esperienza al Bologna con Thiago Motta
Anche il prestito al Bologna è stato importante nel suo percorso.
«Thiago Motta ha capito subito la situazione in cui mi trovavo. Mi ha aiutato a costruire fiducia e a crescere gradualmente».
Secondo Saelemaekers, le parole dell’ex tecnico rossoblù hanno avuto un peso decisivo.
«Mi ha trasmesso tranquillità e fiducia. Questo ha fatto la differenza nel mio percorso».
La Nazionale italiana e il valore del tempo
Nel corso dell’intervista è arrivato anche un commento sulla Nazionale italiana.
«Tutti i giocatori hanno il livello per giocare il Mondiale. A volte però serve tempo per costruire un progetto stabile e ritrovare fiducia».
I dubbi e i momenti difficili
Il belga ha confessato di aver attraversato molti momenti complicati.
«Mi è capitato tantissime volte di avere dubbi. A volte fai tutto nel modo giusto ma le cose non riescono comunque».
In quei momenti il confronto con compagni più esperti si è rivelato fondamentale.
«Quest’anno ho parlato molto con Adrien Rabiot e altri giocatori esperti. Mi hanno detto di continuare a lavorare e di avere pazienza».
Un jolly per ogni ruolo
Saelemaekers ha scherzato anche sulla sua capacità di adattarsi a numerose posizioni.
«Mi manca solo il ruolo di difensore centrale. Ho giocato praticamente ovunque».
Una caratteristica che considera sia un vantaggio che uno svantaggio.
«Da una parte l’allenatore sa che può sempre contare su di me. Dall’altra è difficile trovare continuità in una posizione specifica».
Il Milan è casa
Tra tutte le dichiarazioni, quella destinata a colpire maggiormente il cuore dei tifosi rossoneri riguarda il rapporto con Milano e con il Milan.
«Se dovessi tornare indietro sceglierei di trasferirmi a Milano mille volte ancora. Milano è come casa, il Milan è come casa. Sono molto orgoglioso di essere qui e di fare parte di questo progetto».
Parole che confermano il forte legame costruito negli anni tra Alexis Saelemaekers e il mondo rossonero, un rapporto che continua a resistere al tempo e alle difficoltà di una carriera vissuta sempre con umiltà e dedizione.

