MILAN – Ora è ufficiale, dopo settimane di incertezza la società ha sciolto i nodi sulla successione di Massimiliano Allegri: sarà Ruben Amorim il tecnico del Milan per la prossima stagione. Se sarà il profilo giusto o meno sarà, come sempre, il campo a dirlo. Intanto però si possono iniziare a fare le prime riflessioni. A partire proprio dalle ultime esperienze del neo tecnico.
Amorim ha dimostrato di avere idee e gioco nella sua esperienza allo Sporting Lisbona. Ma anche di avere bisogno di un ambiente congeniale per poterlo mettere in pratica, come hanno testimoniato i difficili mesi allo United. La sensazione è che proprio su questo punto si giocherà la vera partita in rossonero. La differenza tra successo e successo, infatti, nel calcio spesso non è data dall’essere solo “l’uomo giusto”, quanto più dall’essere nel posto giusto.
Il Milan si è assicurato un allenatore comunque, sulla carta, di profilo e buon valore. Una scelta sensata, considerando il percorso che deve fare il club e le alternative a disposizione. Resta però la componente più difficile, credere nel progetto e costruire intorno a lui fondamenti solide (dalla rosa, ad un ambiente che lo sostenga) per evitare l’ennesimo reset e di bruciare l’ennesimo progetto avviato. Più che sul nome dell’allenatore o sul valore di Amorim, è questo, oggi, il vero tema.
Un discorso che, dal tecnico, si sposterà anche sulla dirigenza, che dovrebbe presto vedere l’arrivo di Markus Krosche. Anche in questo caso, stabilità, idee chiare, armonia e rispetto dei ruoli saranno fondamentali tanto quanto competenze e profili dei nomi scelti. Sciolti i dubbi, per il Milan adesso resta da fare la parte più difficile.
Il Milan riparte da Amorim. Scelta vincente? Dipenderà da…
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