Esclusiva MI Sebastião Sousa Pinto: la verità su Amorim e lo United
🎙️ Esclusiva MI: Intervista Bis a Sebastião Sousa Pinto. “Amorim ha il controllo totale o distrugge il rettilario. Ecco cosa è successo davvero al Manchester United”
A poche ore dal clamoroso annuncio di Gonçalo Ramos e nel bel mezzo della rifondazione societaria voluta da Gerry Cardinale, la redazione di ACMilanInside ha ricontattato in esclusiva Sebastião Sousa Pinto, il massimo esperto di mercato del calcio portoghese.
Dopo averci svelato in anteprima le mosse sui giovani lusitani, Sebastião ci ha aiutato a fare la radiografia definitiva a Rúben Amorim: dal retroscena sul licenziamento al Manchester United, al rapporto viscerale con il Direttore Sportivo, fino al tipo di “uomini spietati” che esige sul mercato. Una lucida e potente analisi che non nasconde i dubbi sulla reale tenuta della dirigenza rossonera.
🎙️ L’ESCLUSIVA INTERVISTA A SEBASTIÃO SOUSA PINTO
1) Allo Sporting, Amorim aveva un’influenza enorme sul mercato. Quanto controllo ha effettivamente sulle firme e sulla costruzione della rosa?
Sebastião Sousa Pinto: “Ha il controllo totale. Allo Sporting una volta disse chiaramente in conferenza che il club non aveva bisogno di mostrargli liste di possibilità e nomi, perché lui non li avrebbe ascoltati. Le scelte sono sue. È lui che decide il profilo che vuole, e il club deve dargli quel giocatore specifico o un’alternativa che viene comunque approvata da lui.”
2) Quanto è realistica l’idea di un ruolo da “Manager Totale” nel calcio moderno, e può funzionare al Milan?
SSP: “Non credo che sarà a capo di ogni singola cosa all’interno della società, ma penso che i club dovrebbero dare totale libertà ai loro Manager e non ai semplici Allenatori, che sono due figure molto diverse. I Manager dovrebbero avere il potere di cambiare gli standard, essere liberi di far fuori alcuni giocatori se lo ritengono necessario, o di lasciare qualcuno in panchina, anche se quel giocatore ha un forte legame emotivo con il club ed è considerato una bandiera. Sono sicuro di una cosa: se il Milan gli darà questa libertà, lui non deluderà.”
3) Pensi che la dirigenza del Milan sia davvero pronta a concedergli lo stesso livello di controllo che aveva a Lisbona?
SSP: “Onestamente ho i miei dubbi, ma spero davvero che possano dargli tutto ciò che vuole e di cui ha bisogno per lavorare.”
4) Qual è stato il più grande errore nella carriera da allenatore di Amorim finora?
SSP: “Io considero Amorim un top assoluto. Non solo come manager, ma per la sua personalità: è uno che difende le proprie idee e le proprie convinzioni fino alla morte. La gente può dire che accettare la panchina del Manchester United e lasciare lo Sporting sia stato un errore, ma io non penso sia stata una scelta sbagliata, anche se conosco bene come lavora e come ha lavorato quella dirigenza con i precedenti allenatori. Se un club assume Amorim, è perché sa di avere una rosa adatta al suo stile di gioco e perché è focalizzato sull’acquisto di giocatori funzionali a quel sistema.”
5) A Manchester si dice che non avesse il pieno controllo. Quanto ha influito quella situazione sul suo addio?
SSP: “Moltissimo. Voleva degli acquisti, il club non voleva spendere dopo avergli promesso maggiore ambizione sul mercato. È stato licenziato non per i risultati, ma perché ha sfidato apertamente la dirigenza, pretendendo di avere il controllo totale sui contratti. Voleva essere l’unico a poter dare il via libera definitivo per gli acquisti.”
6) Che tipo di profili cerca Amorim sul mercato? Quali caratteristiche devono avere i suoi giocatori ideali?
SSP: “Esterni d’attacco che a tutta fascia giocano quasi da ali pure. Cerca soprattutto giocatori fisici: devono essere forti, spietati e affamati, gente intelligente. Vuole quelli che io definisco ‘maverick guys’, giocatori ribelli, di personalità, capaci di provocare l’avversario in campo, capaci di vincere un duello psicologico o di spendere un fallo tattico pesante quando serve, come disse proprio al Manchester United. Esige una squadra di uomini, non una squadra di ragazzini in termini di personalità e gestione della pressione.”
7) Quanto è importante il rapporto tra Amorim e la dirigenza affinché questo progetto al Milan abbia successo?
SSP: “Deve essere incredibile. Devono essere allineati al 100% su ciò che vogliono. Allo Sporting, Amorim aveva Hugo Viana (ora al Manchester City), che ha reso tutto possibile a Lisbona. Viana vendeva i giocatori che il mister non voleva, a volte sacrificava anche elementi che gli piacevano per fare cassa, ma decidevano collettivamente la cessione per raccogliere i fondi necessari ad altri acquisti, e comprava solo i giocatori che avevano il semaforo verde di Amorim. Il ruolo del Direttore Sportivo è fortemente sottovalutato, ma direi che è probabilmente il ruolo più importante affinché un manager abbia successo in un club.“
8) Guardando la rosa del Milan attuale, dove pensi che Amorim interverrà subito?
SSP: “Non ho guardato moltissime partite del Milan in questa stagione, ma immagino già un centrocampo a due con Fofana e Modrić, oppure Fofana e Loftus-Cheek. Sento che la mediana è l’area più importante nel suo stile di gioco. Se in attacco e in difesa con i titolari siete a posto, a centrocampo dovete assolutamente muovervi e firmare qualcuno.”
9) Se dovessi scommettere oggi: il progetto a “scatola chiusa” di Amorim al Milan è più probabile che sia un successo o un grande rischio ambientale?
SSP: “Spero che funzioni, anche se non sono sicuro al 100% perché non conosco a fondo la realtà interna del Milan di oggi. So che stanno affrontando un periodo difficile, con una struttura societaria instabile, ma poco altro. Vediamo cosa succederà.”
🧠 ll fattore Almstadt diventa vitale
Le parole di Sebastião Sousa Pinto squarciano il velo di Maya sul calciomercato rossonero e si collegano perfettamente all’analisi che abbiamo fatto sull’organigramma. Quando Sebastião dice che “il ruolo del Direttore Sportivo è il più importante per il successo di Amorim, come Hugo Viana a Lisbona”, mette un carico da novanta sulle spalle di Hendrik Almstadt.
È Almstadt l’uomo che deve fare il “lavoro sporco” che faceva Viana: mediare con la proprietà RedBird, gestire gli algoritmi di Bobby Gardiner e cedere i pezzi pregiati al massimo valore per consegnare ad Amorim gli “uomini spietati e fisici” che esige. L’acquisto record di Gonçalo Ramos per oltre 70 milioni dimostra che il Milan, per ora, sta assecondando la fame di Amorim. Ma i dubbi sollevati da Sebastião sulla tenuta della dirigenza rossonera nei momenti di tempesta rimangono il vero grande punto interrogativo di questa stagione.
Esclusiva MI Sebastião Sousa Pinto: la verità su Amorim e lo United
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