Il Milan riparte con la nuova struttura dirigenziale, ma il progetto tecnico porta soprattutto la firma di Amorim, protagonista assoluto del mercato rossonero
Per settimane il Milan è sembrato immobile, quasi paralizzato da una rivoluzione societaria che ha lasciato il segno. Il terremoto interno voluto da Gerry Cardinale, culminato con il profondo riassetto dell’area sportiva, ha inevitabilmente rallentato ogni programma, facendo slittare di diverse settimane una pianificazione che avrebbe dovuto essere già entrata nel vivo. Oggi, però, qualcosa si è finalmente rimesso in movimento.
La nuova organizzazione dirigenziale sta prendendo forma secondo un modello decisamente più internazionale che italiano. Una struttura meno gerarchica nelle apparenze, ma nella quale ogni decisione dovrà comunque risalire fino ai vertici prima di ricevere il definitivo via libera. È un sistema nuovo, costruito dopo una lunga serie di tentativi falliti e di porte chiuse ricevute sul mercato dei dirigenti. Una scelta che Cardinale considera rischiosa, ma che, a questo punto, rappresentava l’unica strada percorribile.
I primi segnali concreti stanno arrivando anche sul fronte della squadra. In questi giorni la nuova area sportiva ha iniziato a contattare gli agenti dei giocatori per programmare i primi incontri ufficiali. La prossima settimana saranno diversi i procuratori attesi a Casa Milan, dove verranno chiarite le strategie del club e il destino dei rispettivi assistiti. Sarà l’occasione per capire chi rientra realmente nel nuovo progetto tecnico e chi, invece, potrà prendere altre strade.
Il vero centro di gravità della nuova gestione, però, è Ruben Amorim. È il tecnico portoghese ad avere un peso determinante nella costruzione del Milan che verrà. Le valutazioni sulla rosa passano dalle sue idee e dalle sue esigenze tattiche. Alcuni elementi sembrano ormai destinati ai saluti, altri restano in bilico, mentre per i nuovi acquisti sarà soprattutto il suo giudizio a orientare le scelte della società.
In questo senso, l’investimento pesantissimo per Gonçalo Ramos racconta molto più di qualsiasi comunicato. Non è un’operazione pensata per placare il malcontento della tifoseria, ma la prima grande richiesta tecnica di Amorim. L’attaccante portoghese viene considerato perfettamente funzionale al suo modo di interpretare il calcio, sia per caratteristiche individuali sia per capacità di lavorare all’interno del sistema di gioco.
Naturalmente il prezzo cambia inevitabilmente il metro del giudizio. Quando si investono cifre vicine ai 75 milioni di euro per un centravanti, le aspettative diventano enormi. Il calcio funziona così: i gol rappresentano la misura di tutto. Se Ramos riuscirà a superare quota venti reti nella stagione, l’operazione potrà essere considerata un successo. In caso contrario, inevitabilmente, finirà sotto processo.
Ed è proprio qui che Cardinale dovrà fare i conti con la realtà. Pensare che un grande acquisto possa cancellare mesi di contestazioni è probabilmente un errore di valutazione. La frattura con una parte dell’ambiente non si ricuce con un solo colpo di mercato, per quanto importante possa essere. La fiducia si riconquista soltanto attraverso i risultati, e servirà tempo.
Il mercato rossonero, inoltre, non si fermerà all’attacco. Antonio Silva resta uno dei nomi più caldi per rinforzare la difesa, mentre successivamente le attenzioni si sposteranno sul centrocampo e sulla corsia mancina, dove il Milan cerca un profilo capace di alternarsi con Bartesaghi.
Una cosa, però, appare già evidente. Questa squadra porterà la firma di Ruben Amorim molto più di quella della dirigenza. Se il progetto funzionerà, gran parte dei meriti saranno suoi. Se invece dovesse fallire, non ci saranno alibi né giustificazioni. E soprattutto, a differenza del recente passato, nessuno potrà sostenere che l’allenatore non abbia avuto una squadra costruita secondo le proprie idee.
Milan, la rivoluzione è cominciata davvero: il mercato porta la firma di Amorim
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