CALCIOMERCATO MILAN – Il calciomercato del Milan ha già regalato colpi importanti da Gonçalo Ramos passando per Mario Gila. Del mercato dei rossoneri e non solo ne abbiamo parlato in esclusiva con Alessandro Monfrecola agente intermediario specializzato nel calcio sudamericano e messicano. Ecco le sue parole:
Su Mario Gila: “Mario Gilo secondo il mio punto dal mio punto di vista è un ottimo acquisto, è un giocatore forte che conosco bene che stava alla Lazio e l’ho seguito molto perché avevo Gonzalez alla Lazio, un giocatore rapido, veloce con i con dei piedi buoni che inizialmente non si è inserito bene nella Lazio, ma dopo ha sbalordito tutti, si è preso il posto titolare, ha giocato come giocato benissimo, ha sempre giocato a quattro. Io so che il Milan vuole giocare a tre, questo potrebbe essere il mio unico dubbio, però è un ragazzo forte che si adatta, un ragazzo intelligente. Io penso che vada utilizzato nel modulo a quattro o come braccetto destro perché è un giocatore destro, comunque è un giocatore rapido penso che possa essere molto utile al Milan”
Sul rispettare le richieste di Amorim: “Sì, ma beh, quello capita, capita sempre. I calciatori, secondo me, gli allenatori normalmente danno le caratteristiche e poi i direttori tra tre o quattro nomi scelgono quelli che con le caratteristiche economiche migliori per il club”
Su Gonçalo Ramos: “Il valore del calciatore non si discute, è un giocatore che il PSG l’ha preso perché è un giocatore forte, un giocatore nazionale. Io su queste cifre così grosse ho sempre delle remore perché 74-75 milioni sono cifre enormi, quindi ci vuole un giocatore che da solo ti risolve le partite e non è questo il caso. E’ un giocatore forte, bravo, giocatore, ha esperienza. Secondo me si tratta del mercato un po’ drogato, un po’ gonfiato, quindi 75 per me sono troppi, il giocatore è buono, però dobbiamo anche renderci conto che in questo il Milan viene da due tre anni è stato criticato perché non ha sempre azzeccato il centravanti, quindi avendo la Gonzalo Ramos quando si apriva il mercato molta concorrenza, il Milan ha cercato, ha scelto la punta e ha puntato senza, diciamo, badare alla cifra. Il giocatore lo volevo vedere nell’ultima partita contro la Spagna, non l’ho potuto vedere perché non è neanche entrato, quindi è un giocatore che quest’anno ha fatto troppa panchina per le sue caratteristiche. Comunque è un buon giocatore, quindi è un giocatore che è un acquisto che io sono non sono tifoso del Milan, però sono contento per il calcio italiano perché è un nuovo giocatore forte che è bello vedere nel nostro calcio, arricchisce il nostro calcio. Le remore su 74-75 milioni ce le ho perché a quelle cifre e cioè hai bisogno del giocatore che ti risolve le partite da solo. In doppia cifra, sì, penso che ci va, ma anche perché supportato dal Milan, da un ottimo allenatore, ci andrà ci andrà, Ma quindi con ciò non sto dicendo che non è un buon acquisto, è un buon acquisto, c’ho qualche remore sulle cifre, però poi se il mercato dettava queste cifre il Milan si è dovuto adeguare”
Su Santiago Gimenez: “Santiago Gimenez, io lo conosco quando stavo al Cruz Azul, conoscevo il padre, il Ciaco, un ex giocatore argentino in Messico che fa ora fa il commentatore, quindi conosco tutta la storia di Santiago Gimenez e meglio chiarisco che non l’ho mai rappresentato, quindi lo conosco perché il mercato messicano è il mio mercato e l’ho offerto un paio di volte ad alcuni club italiani, poi in via in diretta parlai anche col papà, quindi alcuni club italiani tipo Lazio eccetera. Per quanto riguarda il calciatore, il calciatore è un buon calciatore, è stato criticato in patria oggi per quest’ultimo mondiale, anche se ha giocato poco, non ha avuto molto tempo di mettersi in mostra e quindi in patria, diciamo, come centravanti della nazionale è stato abbastanza criticato. Quello che non ha funzionato, io posso presumere perché non essendo all’interno dello spoglio del Milan che la maglia del del Milan è una molto pesante, cioè qualsiasi giocatore che venga in Italia dall’estero, maglie come Milan, Juventus, Inter maglie pesanti, devi avere una grossa personalità. oltre a saper giare giocare a calcio, devi sapere affrontare le pressioni. Io posso pensare questo perché lui a Cruz Azul in Messico era il leader, non aveva queste pressioni. In Olanda ha fatto tantissimi gol anche contro la Lazio in coppa andata e ritorno, però non aveva queste pressioni dove giocava. Il Milan è una squadra è un mondo totalmente diverso, è l’eccellenza del calcio italiano e quindi ci sono delle pressioni. Hanno giocato i fior di centravanti. Tu che conosci il mondo resto nero è inutile che te li indico da Van Basten a quelli successivi. Lo stesso Ibrahimovic. Quindi e hanno hanno il palato fino a San Siro, se sbagli un gol subito vieni criticato. Indossare la maglia del Milan è difficile ed è pesante. Posso presumere che questo perché poi il calciatore non è male, è un giocatore che in area di rigore sa fare i gol, fisicamente sta bene, fa anche cerca di fare anche la fase difensiva. Può essere forse sarebbe stato più adeguato un passaggio intermedio, arrivare in Italia, passare per un club Lazio Fiorentina e poi fargli il grande salto. Forse gli avrebbe potuto comportare un maggiore ambientamento e minori critiche perché là aveva più tempo di ambientarsi, però sono scelte dei procuratori. Ti ripeto, non sono stato io, non sono io e probabilmente come si fa a rifiutare il Milan?”
Su cosa consiglierebbe a Gimenez: “Allora, io fosse il procurato, anche se la Pimentanon ha bisogno di consigli, sappiamo il livello della Pimenta. Io ora che hanno preso Gonzalo Ramos non lo terrei al Milan perché è un calciatore che spesso anche per sfortuna è infortunato. Rientrare con un giocatore che è stato pagato 75 milioni davanti non è facile e quindi lui quest’anno, gli anni scorsi, non ha avuto una folta concorrenza e non si è riuscito ad ambientarsi, esprimersi. Figuriamoci ora che deve catturare quei 10 minuti e fare il massimo. Quindi io lo darei, cercherei di non toglierlo in via dal Milan perché club come il Milan in tutto il mondo e in tutta Europa è difficile da incontrare. Lo darei in prestito, lo terrei nel calcio italiano per farlo ambientare definitivamente e lo darei a una squadra intermedia che mi consente di giocare 40 partite su 40, possibilmente che faccia anche le coppe europee, ma non la Champions League, coppe, anche l’Europa League, quindi lo darei in queste squadre e dopodiché dopo un campionato dove ha fatto 40 presenze si tirano le somme”

