Milan- Adrien Rabiot, dopo l’ottima stagione disputata lo scorso anno sotto la guida dell’ex allenatore Massimiliano Allegri, si sta riconfermando come uno dei profili più continui e determinanti dell’intera rosa rossonera.
Rientrato a Milanello dopo l’impegno ai Mondiali con la Francia, culminato con l’eliminazione per mano della Spagna, il centrocampista transalpino si è subito messo a completa disposizione del nuovo Milan targato Ruben Amorim. L’impatto sul campionato è stato immediato ed esaltante: le sue prestazioni sono risultate fin da subito di altissimo livello, arricchite dal secondo gol rossonero contro il Torino al debutto stagionale e dalla firma nel successo contro il Lecce.
Oltre al bottino di due reti, il francese ha dimostrato una spiccata lucidità anche in fase di rifinitura, servendo già due assist vincenti per i compagni. Oggi Adrien Rabiot rappresenta un vero e proprio pilastro tattico e psicologico per il centrocampo di Amorim.
La chiave della sua definitiva esplosione sta anche nella collocazione tattica: dopo un’iniziale parentesi da trequartista alle spalle della punta, una posizione che ne limitava il raggio d’azione e la falcata, l’allenatore lo ha riposizionato nel suo ruolo ideale, ovvero nella diga di centrocampo a due al fianco di Luka Modrić. In questa zolla di campo, Rabiot può sfruttare appieno la sua straripante forza fisica e la capacità di strappare in avanti, garantendo al contempo un’equilibrata copertura in fase difensiva e una preziosa risorsa negli inserimenti senza palla.
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