KAYODE – Ormai da anni si rileva un problema nei settori giovanili italiani: tanti talenti che non vengono valorizzati abbastanza. A volte per mancanza di opportunità, altre quasi per paura di investire sui giovani. Forse ai giovani non viene ancora dato abbastanza spazio e il futuro sembra incerto. Il risultato? Quei pochi che decidono di partire trovano quello che cercano all’estero, dove i giovani calciatori possono trovare maggiori opportunità e occasioni di crescita. È anche vero che potrebbe trattarsi semplicemente di una scelta personale: uscire dalla propria comfort zone consente infatti di acquisire nuove esperienze e un importante arricchimento professionale.
Kayode è uno di questi: il ventenne che oggi è titolare del Brentford, in Premier League, racconta: «Se sono arrivato in questa stanza a parlare con voi dell’Italia, è perché ho fatto un certo percorso. Io credo che per i giovani sia fondamentale giocare, accumulare esperienza. Lo consiglierei a tutti. Per questo, quando si è presentata l’opportunità di volare a Londra, l’ho colta».
Così giovane e così veloce. Eppure, lo scarto da parte della Juventus e la successiva vendita da parte della Fiorentina hanno contribuito a indirizzare il futuro del difensore di origini nigeriane, che ha scelto la Nazionale italiana senza esitazione: «Non ho mai dubitato di scegliere l’Italia, per me è un onore», dichiara Kayode, che da sempre ha giocato nelle giovanili italiane. Già venerdì contro il Belgio potrebbe esordire e Mancini sta già pensando alla trasferta in Turchia, immaginandolo nel ruolo di terzino e alternandolo con Di Lorenzo.
Il giovane talento non è certo passato inosservato: ha suscitato interesse anche da parte della federazione africana, che voleva offrirgli un cammino differente rispetto a quello proposto da Alessandro Romano. Già in estate ha avuto l’opportunità di tornare in Italia, ma Kayode ha scelto comunque il Brentford: «È il posto giusto per crescere». Abile nelle rimesse laterali, in Inghilterra si allena spesso per perfezionare questa abilità. Ma ciò che colpisce maggiormente di questo incontro è la sua ispirazione per Maldini.
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