Milan- Gianni Rivera, leggenda del Milan, ha condiviso il pensiero di M. Veronese, giornalista de il Giornale, che ha lanciato una riflessione e una proposta ben precisa:
“Meazza No, basta.” I milanisti conoscono e amano San Siro, lo stadio costruito appositamente per i tifosi rossoneri; il nome “Meazza” non l’hanno mai sentito davvero proprio. Con tutto il rispetto per un grandissimo campione capace di vincere due Mondiali con la Nazionale italiana, due sole stagioni nel Milan e 9 gol realizzati, all’interno di una vita calcistica quasi interamente nerazzurra, non sono mai bastati per trasformarlo in un simbolo condiviso da tutti.
D’altronde, un giocatore capace di rappresentare entrambe le squadre allo stesso modo semplicemente non esiste. Ronaldo è stato più interista che milanista. Pirlo più milanista che interista. Baggio non è stato pienamente né dell’uno né dell’altro. E Zlatan Ibrahimović? Ha vinto tre scudetti con l’Inter e due con il Milan. Tuttavia, in questo momento, più che unire le due tifoserie rischia di dividere gli animi di entrambe, quindi niente da fare.
E allora, come dovremmo chiamare il nuovo stadio che sorgerà dalle ceneri di San Siro? Servirebbe un nome capace di sorreggere e preservare l’identità, la rappresentanza e il valore di entrambe le realtà milanesi. Un nome — o meglio due — che rappresenti un’eccellenza e una bandiera per tutti, incarnando allo stesso tempo due anime in una: rivalità e alleanza, come due gemelli diversi. Stiamo parlando di Mazzola e Rivera, o di Rivera e Mazzola. Sandro e Gianni si erano già sentiti in passato e l’idea piaceva a entrambi: una staffetta eterna.
Un impianto dinamico, double face e part-time: Stadio Mazzola quando gioca l’Inter, Stadio Rivera quando gioca il Milan, e Stadio Mazzola & Rivera (o Rivera & Mazzola) per tutto il resto del mondo. Chi meglio di loro? Negli anni ’60, l’epoca d’oro di Rivera e Mazzola, il Milan e l’Inter — e di conseguenza l’intera città di Milano — dominavano la scena calcistica in Italia, in Europa e nel mondo grazie alle loro gesta. Rivera incarna e incarnerà sempre il Milan, così come Mazzola sarà per sempre l’Inter. Ora che Sandrino non c’è più, sarebbe meraviglioso realizzare questo sogno, rendendo omaggio al figlio di Valentino e al Golden Boy di Alessandria. Esiste forse, per la nuova Scala del calcio, un nome migliore del loro?”.
La proposta avanzata da M. Veronese e ripresa da Gianni Rivera va ben oltre la semplice questione nostalgica. Intitolare la nuova “Scala del calcio” a Rivera e Mazzola significa superare la parzialità di una figura storica legata prevalentemente a una sola sponda del Naviglio, offrendo una soluzione innovativa e dal profondo valore simbolico. L’idea di un’intitolazione alternata o congiunta celebra non solo due icone irripetibili del calcio italiano e mondiale, ma rispecchia perfettamente la doppia anima di Milano: due identità distinte, fiere e rivali in campo, ma unite da una storia comune di eccellenza, rispetto e grandezza sportiva.
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