Milan- Marco Pasotto, giornalista, si è espresso a La Gazzetta dello Sport, in merito ai leader del Milan di Amorim:
“Non sappiamo quante partite giocherà da qui a fine stagione Luka Modric, impossibile avventurarsi in pronostici con un allenatore imprevedibile come Amorim, ma con lui in campo sappiamo, al termine di questa partita, di aver osservato il miglior Milan di quest’anno. Il croato è uno dei senatori che il tecnico portoghese ha rimesso in campo dopo avergli dato una bella spolverata. Senatori, mammasantissima, capibranco: fate voi, ci siamo capiti, il senso è quello ed era un tema sempre più caldo a Milanello e dintorni. Un tema del quale Amorim aveva parlato anche in conferenza stampa, spiegando come, giustamente, alcune scelte apparse bizzarre agli occhi degli osservatori esterni fossero in realtà dovute a fattori che lungo la settimana può osservare solo lui.
Certo, scorrendo le formazioni titolari delle ultimissime partite i dubbi, al di là delle valutazioni generate dagli allenamenti, permangono. E allo stesso tempo occorre sottolineare come stavolta sia arrivata la controprova. Con determinati giocatori in campo, è stato un altro Milan. Lecce inesistente, è vero: ma spesso in questi casi i propri demeriti terminano quando iniziano i meriti altrui. In vigilia, comunque, qualcosa da Milanello era filtrato. E cioè che l’allenatore si stesse orientando verso un undici poggiato su alcuni muri portanti imprescindibili. I nomi sono facili: Modric, Rabiot, Pulisic, Gila. E, in seconda battuta, Saelemaekers”.
L’analisi di Pasotto mette in luce il vero nodo del momento rossonero: se da un lato le scelte settimanali di Amorim possono apparire un rebus, dall’altro la risposta del campo è chiarissima. Il Milan non può fare a meno della spina dorsale formata dai suoi uomini di maggiore spessore e personalità, da Modrić a Rabiot, fino a Pulisic, per dare continuità e solidità al proprio percorso stagionale.
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