SASSUOLO-MILAN – Ruben Amorim potrebbe cambiare volto al suo Milan. Dopo gli esperimenti effettuati contro il Lecce e, soprattutto, nel test di Milanello contro il Padova, il 4-2-3-1 sembra essere diventato una soluzione concreta nelle idee del tecnico portoghese. Una possibilità già emersa nella gara contro il Lecce e riproposta nell’allenamento congiunto terminato 1-1 contro la formazione veneta.
La sfida contro il Sassuolo, alla ripresa del campionato, potrebbe quindi rappresentare un ulteriore banco di prova per capire se Amorim sia intenzionato ad abbandonare, almeno in determinate situazioni, il suo consueto 3-4-2-1.
Sassuolo-Milan, Amorim e la difesa a quattro: una novità importante
Il 3-4-2-1 rappresenta da sempre uno dei marchi di fabbrica del tecnico portoghese. Al Milan, però, il percorso è ancora in costruzione e Amorim sembra disposto a valutare soluzioni differenti per trovare il miglior equilibrio possibile.
Contro il Padova, nonostante l’assenza di numerosi nazionali, il Milan ha iniziato la partita con una linea a quattro composta da Tomori, Gila, Gabbia e Diawara, mentre Loftus-Cheek e Comotto hanno formato la coppia di centrocampo. Davanti, Terracciano, Idrissi e Hutchinson hanno agito alle spalle di Pulisic, schierato da centravanti.
Il test è terminato 1-1, con Lorenzo Ossola a segno per i rossoneri e Sgarbi autore del pareggio del Padova. Il risultato, però, è passato in secondo piano rispetto alle indicazioni tattiche raccolte da Amorim.
4-2-3-1, una soluzione per valorizzare la rosa?
Il nuovo sistema potrebbe offrire ad Amorim diverse possibilità anche nella gestione dei suoi giocatori offensivi.
Chukwueze e Diego Moreira, ad esempio, potrebbero avere maggiore libertà offensiva senza essere chiamati a percorrere continuamente tutta la fascia. Pulisic, invece, potrebbe trovare spazio alle spalle della punta, mentre un sistema con due centrocampisti potrebbe garantire maggiore protezione a un giocatore come Modric.
Anche Gonçalo Ramos potrebbe beneficiare di una struttura capace di portare più uomini nella zona offensiva e aumentare il numero di rifornimenti per il centravanti.
Non è quindi soltanto una questione numerica. Il 4-2-3-1 potrebbe rappresentare un modo per adattare maggiormente le idee di Amorim alle caratteristiche della rosa a disposizione.
Dal Lecce al Padova: due segnali
Il primo segnale era arrivato contro il Lecce, quando l’assetto rossonero aveva assunto caratteristiche molto vicine al 4-2-3-1. Il secondo è arrivato nel test contro il Padova, dove Amorim ha utilizzato nuovamente il sistema per gran parte della partita.
Due indizi non fanno ancora una certezza, ma iniziano a delineare una possibile evoluzione tattica.
Ora toccherà al Sassuolo. La sfida di Reggio Emilia potrebbe dire molto sulle intenzioni di Amorim e soprattutto sulla possibilità che il 4-2-3-1 diventi una vera alternativa al suo storico 3-4-2-1.

