Milan- La vittoria per 0-2 sul campo dell’Udinese lascia in dote al Milan segnali ben più profondi del semplice risultato e della classifica. Sulle colonne del Corriere dello Sport, il giornalista Franco Ordine si è soffermato sull’evoluzione tattica e caratteriale intrapresa dalla squadra di Rúben Amorim, evidenziando come l’assetto tattico e l’atteggiamento aggressivo stiano finalmente pagando i primi frutti.
Nonostante l’emergenza infortuni e il peso delle assenze, la risposta rossonera sul campo mostra un’identità precisa in vista dei prossimi appuntamenti cruciali.
L’analisi di Franco Ordine sul Corriere dello Sport
Ecco allora quale mistero glorioso bisogna mettere sotto la lente d’ingrandimento per cogliere integralmente il messaggio arrivato da Udine, al di là del risultato stesso e di qualche altro dettaglio non proprio secondario. Tipo, ad esempio, la capacità di palleggiare senza affanno con quel 4-4-2 di scuola “ancellottiana”, e di migliorare persino l’organizzazione difensiva a tal punto da non correre che il 50% in meno dei rischi patiti durante le prime apparizioni della stagione quando la disposizione a tre sembrò essere il preludio ad altri tormenti. E invece di retrocedere, metro dopo metro, come poteva avvenire per via delle assenze eccellenti, Rabiot tra tutti, la vera novità è proprio il comportamento tradito sull’uno a zero e più avanti sul due a zero.
Invece di mettersi al riparo, di alzare il bavero del cappotto, ha puntato in avanti segno ormai di una mentalità che non può essere solo causata dalla leggerezza degli attacchi dell’Udinese. No, c’è dell’altro. Ed è forse, meglio del risultato e del salto in classifica, il valore aggiunto di questo fine settimana rossonero. Che dimostra ancora una volta come ci sia della strada da fare per arrivare a essere Milan anche in Europa League, anche a metà settimana senza farsi sorprendere dal ritmo degli inglesi e restare traditi da qualche ingenuità del suo capitano Maignan. È presto per capire dove può arrivare questo Milan. Di sicuro non è da altissima classifica. Ma il derby di sabato 31 ottobre potrà rispondere all’inevitabile quesito.
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