Milan- Sulle colonne del Corriere dello Sport in edicola questa mattina, il giornalista Franco Ordine ha firmato un commento durissimo nei confronti del Milan all’indomani del pesante K.O. interno subito contro il Ferencvaros in Europa League. Un’analisi che mette in luce la mancanza di continuità della formazione rossonera guidata da Rúben Amorim, incapace di trovare una propria identità definita e di dare seguito alle grandi prestazioni offerte nei big match.
L’assenza di maturità e il paragone con la gestione passata
Non è più uno stravagante caso o una distrazione colpevole. No: questa volta siamo addirittura ai cinque indizi di fila che formulano una prova schiacciante. Il Milan di Amorim non ha ancora un volto definito oltre che un copione calcistico lineare, né è provvisto di un temperamento scolpito e una maturità da squadra affidabile. È un gruppo che, tra ricambi di improbabile cifra tecnica e scarsissima continuità, continua a ondeggiare tra rovinose cadute e risalite ardite che non possono certo preparare un futuro rassicurante.
L’ombra del ‘vizietto’ di Fonseca e il percorso altalenante
Sembra di rivedere quel ‘vizietto’ antico già emerso ripetutamente già ai tempi di Fonseca in panchina quando quel Milan – più dotato – fu capace di stregare il Real Madrid al Santiago Bernabeu e poi di farsi impallinare dal Cagliari qualche giorno dopo. Così dopo lo strepitoso derby di sabato notte, ecco spuntare in Europa League – con la terza sconfitta sulla schiena che in qualche modo orienta già in senso negativo la qualificazione – un Milan pasticciato nel rendimento e nello schieramento, con protagonisti che sembravano per la prima volta messi insieme.
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