Un’uscita amara: il Milan non va oltre l’1-1 con il Feyenoord
La Champions League si ferma agli spareggi per il Milan, eliminato dal Feyenoord dopo il pareggio per 1-1 a San Siro. Un risultato che pesa, soprattutto perché i rossoneri hanno creato diverse occasioni per segnare il gol della qualificazione. Decisivi, però, gli episodi: dopo la sconfitta dell’andata a Rotterdam, l’espulsione di Theo Hernández ha complicato ulteriormente la rimonta. Il Milan esce tra i rimpianti, con la consapevolezza di aver sprecato un’occasione importante per proseguire il cammino europeo.
Conceição: “Colpa mia, non di Theo”
Dopo il fischio finale, Sergio Conceição si è presentato ai microfoni di Sky Sport 24 con amarezza e frustrazione, assumendosi la responsabilità della sconfitta: “La delusione è enorme. Siamo tutti arrabbiati perché sapevamo di essere più forti. Abbiamo sbagliato a Rotterdam, ma oggi avevamo preparato la partita per vincere. Non vedevo modi in cui loro potessero arrivare alla nostra porta. Abbiamo fallito il raddoppio in più occasioni, ma la colpa è mia, non di Theo.”
Un segnale chiaro da parte del tecnico, che ha voluto proteggere il suo giocatore dopo l’espulsione che ha cambiato il volto del match: “Abbiamo giocato a lungo in inferiorità numerica sia oggi che contro la Dinamo Zagabria. Questi episodi hanno pesato, ma dobbiamo lavorare di più per evitare che accada di nuovo.”
Dubbi sulle scelte tattiche: il cambio di Giménez
Uno dei punti più discussi riguarda la scelta di sostituire Santiago Giménez, uno degli attaccanti più pericolosi della rosa, nonostante l’inferiorità numerica. Conceição ha spiegato la decisione: “Era appena arrivato e aveva avuto un piccolo problema fisico prima di unirsi a noi. Ha giocato anche rischiando un infortunio. Perché non Abraham? In quel momento eravamo già con un uomo in meno, serviva qualcuno capace di attaccare la profondità per ripartire. Sono scelte che faccio io e che mi assumo fino in fondo.”
Una presa di posizione netta, con il tecnico che non si è nascosto dietro alibi: “Se poi non vinco, mi mettono le valigie in mano e vado via. Rispetto le opinioni di chi ha giocato a calcio, ma le decisioni spettano a me.”
Squadra poco matura? Conceição risponde
L’eliminazione ha acceso i riflettori sulla tenuta mentale della squadra, viste le due espulsioni in partite decisive. “Dobbiamo migliorare sotto tanti aspetti, compresa la gestione emotiva. Essere forti mentalmente è fondamentale, soprattutto nei grandi club dove la pressione è enorme. Il contesto esterno non aiuta sempre i giocatori a lavorare serenamente, ma è un aspetto su cui dobbiamo concentrarci.”
Theo Hernández tra talento e incostanza
Un altro tema ricorrente riguarda l’intermittenza di Theo Hernández, capace di prestazioni straordinarie ma anche di momenti di blackout. Conceição conosce bene il valore del francese e ha dichiarato: “Lo conosco da tanto e so che può fare molto di più. Ma anche il suo allenatore può fare meglio.” Un’autocritica importante, che dimostra come il tecnico sia pronto a mettersi in discussione per migliorare la squadra.
Il Milan deve reagire subito
L’uscita dalla Champions League è un duro colpo per il Milan, che ora deve concentrarsi su campionato e Coppa Italia per evitare una stagione deludente. Conceição ha già voltato pagina: “Dobbiamo essere più forti e lavorare di più. Ci aspettano sfide importanti e non possiamo permetterci di sbagliare ancora.”
I rossoneri devono rialzarsi in fretta: il campionato non aspetta e la corsa a un posto in Champions per il prossimo anno è ancora tutta da giocare.

