Il tecnico portoghese Sergio Conceicao ha parlato del momento delicato del Milan e del rapporto con alcuni giocatori considerati leader
Alla vigilia del match del Milan contro il Lecce, l’allenatore Sergio Conceicao ha condiviso alcune riflessioni sulle possibili scelte di formazione e la possibile esclusione dei leader della squadra.
Domani quindi ci sarà l’esclusione di alcuni big?
“Sono il primo che non voglio perdere. Sarei masochista a pensare di mettere una squadra che non sia la migliore per vincere la partita. Poi ci sono altri momenti, ci sono 90 e più minuti, c’è questa gestione da fare e mi pagano per questo. Io scelgo in base alla forma dei giocatori, ad esempio uno ha tanta qualità e fisicamente non è a posto o in allenamento non mi dà le sensazioni giusti. Non è che hanno firmato per giocare sempre, gioca chi mi dà più garanzie. Pagano i leader domani? Sono io il leader, sono io che pago”
Quanto manca per vedere il Milan che vuole lei tatticamente?
“Si sta lavorando. In questo momento non voglio entrare nello specifico. Giampaolo sarebbe contento se dicessi qualcosa del genere. Stiamo lavorando, la settimana è stata importante per le dinamiche che vogliamo quando abbiamo e non abbiamo la palla“
Gimenez è in buone condizioni o ancora non ha smaltito l’infortunio di quando è arrivato?
“Sta lavorando. Arriva in un campionato che non è per niente facile, è diverso in Italia. C’è sempre un periodo di adattamento, è assolutamente normale. Non abbiamo castrato la sua qualità mettendogli un giocatore vicino. Ci stiamo lavorando e lui è molto concentrato sul suo lavoro, ha fatto una bella settimana di allenamenti. Ho visto tanti giocatori che sono arrivati in Italia, vedi Retegui, e hanno fatto fatica inizialmente. Non è facile arrivare in Italia e fare subito 15-20 gol. Lui lo vuole e lo voglio anche io, ma sta lavorando”
Cosa ha notato in questi due mesi sui giocatori più rappresentativi che spesso hanno deluso?
“Ci sono due cose. L’allenatore con i giocatori e Sergio Conceiçao con Leao, Theo e Maignan. La persona è una cosa, l’allenatore è un’altra. L’ha detto anche un grandissimo come Ancelotti. Come persone sono grandissime persone, come professionisti hanno alti e bassi come tutti. Sono giocatori che hanno dimostrato che qua al Milan possono fare la differenza perché hanno una qualità enorme”.
Milan, Sergio Conceicao: “Sono io il leader, sono io che pago”
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