Montolivo, un grido dal passato rossonero scuote il presente
Riccardo Montolivo, il capitano che ha vissuto le tempeste di San Siro, ha puntato i riflettori su Tijjani Reijnders, il silenzioso olandese che sta cercando di accendere una stagione grigia per il Milan.
Parlando su Sky Sport, l’ex regista non ha usato mezze misure: “È il migliore in rosa per visione di gioco, un talento che illumina il centrocampo”. Un endorsement che sa di investitura, un ruggito di fiducia per un giocatore che i tifosi sognano come nuovo faro del Diavolo.
Un diamante grezzo in un Milan che arranca secondo Montolivo
Il Milan di oggi è un puzzle incompleto: vittorie convincenti alternate a scivoloni che fanno storcere il naso ai fedelissimi della Curva Sud. In questo caos, Reijnders – sbarcato dall’AZ Alkmaar nell’estate 2023 per 20 milioni di euro – è una luce intermittente.
Montolivo lo sa e lo urla forte: “Ha un’intelligenza calcistica che ti lascia a bocca aperta. Legge il gioco come pochi, si muove come un’ombra tra le linee, e quando ha la palla sembra già sapere dove mandarla”. Per l’ex numero 18, Tijjani è la chiave per sbloccare un Milan affamato di magia, ma ancora intrappolato tra promesse e incertezze.
L’eredità di un capitano per un futuro leader
Con 158 battaglie in rossonero alle spalle, Montolivo conosce il peso di quella maglia. Le sue parole non sono un semplice complimento, ma un appello: “Reijnders deve essere il cuore pulsante del gioco. Sergio Conceição deve costruirgli intorno la squadra: ha la stoffa per diventare un leader tecnico”.
È un invito ai tifosi a crederci, a non mollare questo 26enne olandese che, tra giocate da standing ovation e qualche passo falso, sta scrivendo la sua storia a Milanello. Perché Montolivo ci vede lungo: in Tijjani c’è il germe di un grande.
Numeri che parlano: genio e limiti di un talento in crescita
Reijnders non è solo poesia, è anche numeri che fanno girare la testa:
- Visione letale: 2,1 passaggi chiave a partita, primo tra i rossoneri. Contro la Lazio, 5 assist potenziali in 90 minuti: un one-man-show.
- Freddezza d’acciaio: 91,3% di passaggi riusciti, che schizza al 93,1% nei big match. Nei passaggi lunghi, un chirurgico 78% (39/50).
- Luce e ombre in attacco: 3 assist da applausi, 8 occasioni create, ma un solo gol in 19 tiri. Sottoporta, il killer instinct latita.
- Guerriero a metà: 1,4 contrasti vinti, 22 intercettazioni, 18 palloni rubati in zona rossa. Ma quei 4 errori difensivi pesano come macigni.
- Motore infinito: 11,2 km a gara, con 12,8 nel derby che ha fatto sudare l’Inter. Sei sprint a partita: corre, ma non sempre colpisce.
È un Reijnders che fa sognare e arrabbiare: un talento puro, un diamante da lucidare. Contro il Napoli, il Milan aspetta il suo colpo da maestro.
Napoli all’orizzonte: il momento della verità
Domenica, contro il Napoli al Maradona, Reijnders si gioca una fetta di futuro. Montolivo lo ha caricato come una molla: “Ha 26 anni, il meglio deve ancora venire”. I tifosi, stanchi di mezzi risultati, vogliono vedere il loro numero 14 prendere in mano il Milan e trascinarlo fuori dal guado. Quel gol al Torino, quel cross per Leao, quei 5 passaggi chiave alla Lazio: non bastano più. Serve la scintilla, la giocata che fa esplodere San Siro al ritorno. Perché, come dice Montolivo, il destino di Reijnders è scritto: essere il cervello di un Milan che vuole tornare grande.
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