Un bilancio amaro, ma con lucidità per Scaroni
È un Paolo Scaroni pacato ma determinato quello che si presenta in esclusiva alla Gazzetta dello Sport. La stagione, inutile girarci intorno, non ha rispettato le aspettative: fuori troppo presto dalla Champions, secondi in campionato ma senza lottare realmente per il titolo. “Siamo delusi, sì. Ma abbiamo già voltato pagina. Il Milan non può accontentarsi. Partecipare non basta: dobbiamo vincere”, dichiara il presidente rossonero senza giri di parole.
L’onestà intellettuale del numero uno del club si accompagna però a una visione: costruire qualcosa di duraturo, con basi solide. “Non cerchiamo scorciatoie. La sostenibilità resta al centro, ma vogliamo una squadra e una società capaci di competere ad altissimo livello”.
Conceição, l’uomo della grinta
Tra i nomi più caldi per la panchina rossonera c’è Sergio Conceição. Un tecnico che rappresenta una rottura con il passato recente: carismatico, diretto, con idee chiare. Scaroni lo descrive con ammirazione: “Mi piace il suo carattere. È uno con fame, energia e cultura tattica. Serve una guida così, capace di dare identità e mordente a un gruppo giovane”.
Non è ancora una scelta definitiva, ma i segnali sono chiari: Conceição incarna l’immagine del nuovo Milan, deciso a farsi rispettare su tutti i campi.
Zlatan: da mito a costruttore
Al fianco del presidente c’è una figura ingombrante e affascinante: Zlatan Ibrahimović. Dopo aver lasciato il calcio giocato, lo svedese è entrato nel club come uomo forte di RedBird. “Zlatan ha una mente brillante”, dice Scaroni. “Certo, ha un carattere forte e può spiazzare, ma è un valore aggiunto. Conosce l’ambiente, i giocatori lo ascoltano. E ha fame di successi”.
Per Ibra non è solo una questione di ruolo dirigenziale, ma di spirito. È il simbolo di un Milan che non vuole accontentarsi più.
Nuovo DS, ma niente fretta dice Scaroni
Un altro punto cruciale è il nuovo direttore sportivo. Dopo l’uscita di Massara e Maldini, la struttura tecnica è stata rivoluzionata. Scaroni conferma che ci sono molte candidature, anche di alto livello. “Abbiamo ricevuto tantissime proposte. Ma non vogliamo scegliere in fretta. Serve un profilo internazionale, moderno, capace di valorizzare i talenti ma anche di dare una visione sportiva chiara”.
L’identikit è chiaro: un DS che sappia coniugare competenza, scouting e gestione manageriale.
Il nuovo San Siro? Ora è davvero la volta buona
Dopo anni di rinvii, battaglie burocratiche e progetti congelati, il nuovo San Siro sembra finalmente prendere forma. Scaroni è ottimista: “È un progetto condiviso. Anche l’amministrazione comunale e l’Inter sono allineate. E questo fa tutta la differenza. Dopo sei anni, sento che ci siamo davvero”.
L’idea è chiara: uno stadio moderno, multifunzionale, che viva 365 giorni l’anno. Non solo partite, ma eventi, musei, hospitality e aree per famiglie. “Sarà la nuova casa del calcio italiano. Ma accessibile a tutti. I prezzi dovranno essere popolari, perché San Siro deve restare lo stadio del popolo”.
Un impianto per il futuro, non per i ricchi
Scaroni insiste su un concetto spesso frainteso: “Non vogliamo fare uno stadio per i VIP. Vogliamo un impianto accogliente, con aree premium per gli sponsor, certo, ma anche con curve vive, spazi per i bambini, per gli anziani, per chi ha disabilità. Il calcio deve tornare a essere un’esperienza collettiva”.
L’investimento sarà significativo, ma fondamentale. I ricavi da stadio – oggi molto inferiori rispetto ai top club europei – diventeranno uno dei pilastri della nuova sostenibilità.
I problemi del calcio italiano non si ignorano
Oltre ai progetti milanisti, Scaroni guarda anche al sistema calcio. E non le manda a dire: “Siamo indietro rispetto alla Premier, anche per colpa nostra. La pirateria ci fa perdere milioni. I diritti TV calano. E il fenomeno delle scommesse rischia di far passare il messaggio che il calcio sia solo un gioco d’azzardo”.
Serve un cambio culturale. E il Milan, come sempre nella sua storia, vuole guidarlo.
Un club globale, con radici profonde
Infine, una riflessione sul Milan nel mondo: “Abbiamo oltre 500 milioni di tifosi, è un patrimonio unico. RedBird ci dà visione internazionale, ma il nostro cuore resta a Milano. A San Siro. Questo club è identità, passione e storia. Ma ora vogliamo scrivere nuove pagine”.
Il Milan di Scaroni, di Cardinale, di Ibra, del futuro nuovo DS, sarà un Milan che guarda avanti. Ma con lo sguardo fiero di chi sa da dove viene.
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