Milan San Siro: la vendita slitta, ma il sindaco vuole procedere. I dettagli. Neppure a luglio San Siro riesce a restare fuori dai riflettori. In questi giorni di apparente quiete, lo stadio è tornato protagonista, non sul campo ma nella politica milanese e nazionale. Domani il sindaco Beppe Sala parlerà in Consiglio comunale per la prima volta dopo l’inchiesta che ha portato la Procura di Milano a chiedere gli arresti domiciliari per sei persone, tra cui l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi. Anche Sala risulta tra i 74 indagati.
Nel tardo pomeriggio di oggi, il sindaco ha incontrato una delegazione del PD milanese, ricevendo appoggio ma anche l’invito a segnare un cambio di passo. Tancredi potrebbe lasciare, ma salvo colpi di scena, Sala confermerà la sua intenzione di restare in carica, illustrando un programma per i restanti due anni di mandato.
Centrale nella strategia futura c’è la vendita di San Siro a Milan e Inter per 197 milioni. L’accordo è pronto, ma va approvato prima in Giunta e poi in Consiglio comunale. La scadenza è fissata al 10 novembre, quando il secondo anello compirà 70 anni e scatterà il vincolo culturale che ne impedirebbe la demolizione. Il voto slitterà a settembre, ma il tempo per chiudere l’operazione c’è ancora.
La maggioranza in Consiglio è fragile e una bocciatura farebbe saltare tutto. Anche in caso di approvazione, sono attesi ricorsi e contenziosi. Intanto, San Siro prosegue il suo cammino: partite, eventi, Olimpiadi invernali. Ma il suo destino si deciderà tra le aule comunali e i tribunali. Milan San Siro: la vendita slitta, ma il sindaco vuole procedere. I dettagli.
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