Milan Stadio, la dirigenza vuole una risposta da parte del Consiglio. I dettagli. Un confronto informale, ma denso di implicazioni politiche, si è svolto in videoconferenza tra i vertici del Milan e la segreteria milanese di Forza Italia, alla presenza di alcuni consiglieri comunali. Per alcuni partecipanti si è trattato semplicemente di un incontro conoscitivo, finalizzato a illustrare i dettagli del piano di acquisto dello stadio Meazza. Altri, però, vedono nell’iniziativa una mossa strategica più marcata: il club rossonero avrebbe sondato la disponibilità dei consiglieri di FI a votare favorevolmente o, in alternativa, a optare per l’astensione. Una scelta che, in termini numerici, potrebbe favorire l’approvazione della delibera sulla vendita dell’impianto. «Sembra inverosimile che la giunta possa salvarsi con i voti dei berlusconiani», ha commentato con scetticismo un osservatore vicino a Palazzo Marino.
Intanto, il sindaco Giuseppe Sala ha escluso qualsiasi collegamento tra il voto in aula e le sue eventuali dimissioni, togliendo così all’opposizione l’arma politica della crisi. La discussione si concentra quindi solo sul merito dell’operazione, ma questo “liberi tutti” ha innescato una fitta rete di manovre e tentativi di influenza. Lo evidenzia anche il consigliere comunale Enrico Fedrighini, storicamente contrario alla vendita dello stadio, che ha replicato alle dichiarazioni dell’AD della Lega Serie A, Luigi De Siervo. Quest’ultimo ha avvertito che un eventuale no alla vendita comporterebbe per Milano la perdita della possibilità di avere uno degli stadi più importanti d’Europa, accanto a quelli ristrutturati di Real Madrid e Barcellona. Fedrighini ha però ribattuto seccamente: «Qualcuno lo avvisi che quei club giocano ancora nei loro stadi storici, rinnovati senza fondi di investimento».
Vincoli, ricorsi e timori legali: il futuro dello stadio resta un campo minato
Nel frattempo, la vicesindaca Anna Scavuzzo, incaricata dal sindaco di seguire il delicato dossier, prosegue gli incontri con le forze politiche. Domani sarà la volta di un nuovo confronto con Forza Italia, mentre con Fratelli d’Italia e Lega il calendario resta ancora vuoto. Le opposizioni chiedono infatti di visionare bozze di delibera e documenti contrattuali, che al momento non sono ancora stati messi a disposizione. La mancanza di documentazione ufficiale alimenta sospetti e resistenze, soprattutto tra quei consiglieri preoccupati da possibili responsabilità giudiziarie nel caso in cui l’operazione finisse nel mirino della Corte dei conti o della Procura.
Proprio per rassicurare i consiglieri, la segreteria generale del Comune ha diffuso un documento esplicativo. In due pagine si chiarisce che un consigliere può essere chiamato a rispondere solo in presenza di un comportamento “antidoveroso” che vada oltre la normale diligenza amministrativa. In sostanza, chi vota seguendo criteri corretti e trasparenti non dovrebbe temere conseguenze legali. Nonostante ciò, resta alta la tensione, anche a causa dei ricorsi già presentati, in particolare da parte del comitato “Sì Meazza”, guidato da Luigi Corbani.
Corbani sostiene che il vincolo sul secondo anello dello stadio debba scattare oggi, 11 settembre, e non il 10 novembre come invece sostengono Comune e Sovrintendenza. L’ex vicesindaco continua inoltre a chiedere la pubblicazione di documenti chiave mai resi pubblici, tra cui lo schema del contratto di compravendita a cui fa riferimento l’ultima delibera di giunta. In un clima di crescente pressione politica e giuridica, il futuro di San Siro resta più che mai incerto.
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