Milan, Luciano Moggi svela: “Milan-Juve, arbitri e telefonate segrete”. Luciano Moggi non dimentica. L’ex dirigente della Juventus ha rievocato uno degli episodi più controversi del calcio italiano: la vigilia di Milan-Juve dell’8 maggio 2005, una sfida che valeva lo scudetto.
La prova tv su Ibrahimovic, la verità la racconto. In quella settimana, i bianconeri presentarono ricorso per ridurre la squalifica di Zlatan Ibrahimovic. L’obiettivo era averlo a disposizione nello scontro diretto di San Siro. Moggi racconta: “Chiedemmo la prova tv, ma ci fu un clima ostile fin dall’inizio. Bergamo e Meani parlarono apertamente: Griselli, assistente di Livorno, avrebbe chiuso le porte alla Juve”.
Il Milan al centro delle accuse
Per Moggi, non si trattò di un semplice episodio. Dietro c’era un sistema che mirava a proteggere i rossoneri. “Carraro non ragionava da presidente Figc, ma da ex presidente del Milan. Tutto era pilotato per non far vincere noi”, ha dichiarato. Quelle parole riportano alla luce uno dei capitoli più discussi di Calciopoli. Moggi si difende: “Non sono pentito, ho solo pagato per tutti. Ma il Milan in quegli anni era avvantaggiato da decisioni arbitrarie e politiche”.
Il ricordo della famosa telefonata tra Meani e Bergamo resta una macchia indelebile: un retroscena che, ancora oggi, divide tifosi e alimenta il dibattito sullo scudetto più contestato. Milan, Luciano Moggi svela: “Milan-Juve 2005, arbitri e telefonate segrete”.
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