Milan, Silvio Berlusconi e quel primo no dell’Inter. La storia di Silvio Berlusconi e del calcio italiano ha radici profonde e poco conosciute. Prima di diventare l’uomo simbolo del Milan vincente in Italia e in Europa, il Cavaliere aveva provato a entrare nel mondo del pallone passando dall’altra sponda di Milano. Correva il 1972 quando un giovane costruttore, ancora lontano dalla fama imprenditoriale e politica che avrebbe raggiunto in seguito, si presentò davanti a Peppino Prisco, vicepresidente e figura storica dell’Inter. Berlusconi chiese al noto avvocato di intercedere con il presidente nerazzurro Ivanoe Fraizzoli, con un obiettivo chiaro: acquistare l’Inter.
Prisco, colpito dall’entusiasmo e dalla determinazione del Cavaliere, organizzò l’incontro. Fraizzoli, però, fu irremovibile: “Lei ha 35 anni, è troppo giovane. Ritorni tra dieci anni”. Un no secco, che avrebbe cambiato la storia del calcio italiano. Se quell’accordo fosse andato in porto, oggi forse parleremmo di un’altra leggenda sportiva, con i colori nerazzurri al posto di quelli rossoneri.
Il rifiuto di Fraizzoli non spense le ambizioni di Berlusconi, che continuò a crescere come imprenditore e a rafforzare la sua visione manageriale. Un decennio più tardi, il Cavaliere si sarebbe ripresentato con nuove credenziali, pronto a ribaltare ancora una volta la storia del calcio milanese. Milan, Silvio Berlusconi e quel primo no dell’Inter.
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