Modric è arrivato al Milan e sembra non volersi fermare in alcun modo, anzi, pare essere una storia che non vuole finire
Luka Modric è giunto in estate alla corte di Massimiliano Allegri. Un sogno sin da bambino quello di vestire i colori rossoneri, calcare i prati di San Siro. Sin dalle prime conferenze, la leggenda croata ha dimostrato di avere nel sangue del milanismo puro. “Qui non dobbiamo essere abituati alla mediocrità”, parole che andrebbero scolpite in ogni giocatore che sceglie di dedicarsi al Diavolo. Ecco che in queste prime cinque giornate di Serie A, Luka Modric è stato uno di quei giocatori in grado di restituire del silenzio.
Esatto: quello generato da quegli sportivi che, all’uscita dal campo, generano silenzio e applausi di ammirazione. Dal gol intelligente contro il Bologna, inserimento da giocatore con venti anni di meno, per giungere all’esultanza contro il Napoli di chi ha vinto tutto anche nei piccoli gesti. La fame non è cosa che si compra, ce l’hai o non ce l’hai, un pò come la coscienza. Dato che, la matematica è scienza poco opinabile, bisogna rifarsi a questa per capire quanto non solo Modric avesse bisogno del Milan, ma anche e soprattutto viceversa.
Modric e il Milan s’hanno da fare: il croato primeggia in tutte le statistiche
Ecco che allora, giungendo ai numeri, ci si rende conto della grandezza dell’ex Real Madrid. In queste prime cinque giornate di Serie A, Modric è il giocatore con più palloni intercettati (10) e più possessi guadagnati (31). In particolare queste due medie, riflettono quanto “Il Maestro” sappia rendersi utile in fase di non possesso. Col pallone tra i piedi invece, altra brillante storia: primo nel campionato per passaggi riusciti (300), passaggi riusciti nella metà campo avversaria (169) e per passaggi che rompono la linea di difesa e pressione avversaria (46). Vero, i numeri spesso annoiano e stancano, ma veder giocare Luka Modric no, questo mai.
Modric e il Milan s’hanno da fare: le statistiche aliene del croato in Serie A
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