Rabiot, l’ex che torna a Torino: tra rancori, rinascite e l’abbraccio di Allegri
Il ritorno del figliol prodigo
Certi rancori non finiscono. Ritornano.
E nel calcio succede più spesso che altrove. Adrien Rabiot lo sa bene: domenica sera metterà di nuovo piede all’Allianz Stadium, ma questa volta da avversario, con la maglia del Milan. Titola così sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, il giornalista Pippo Russo.
Appena tornato in Italia, il francese ha già incrociato i fantasmi del passato: prima Rowe, compagno e rivale a Marsiglia, poi la Juventus, quel capitolo lasciato in sospeso tra rimpianti e orgoglio.
Un addio arrivato nell’estate del 2024 in perfetto stile Rabiot — a metà tra indifferenza e fatalismo — come certe storie che finiscono senza un vero motivo, e che tornano a bussare quando meno te lo aspetti.
Rabiot e Allegri: un legame mai spezzato
Il ritorno allo Stadium non è solo un viaggio nel passato, ma un incrocio di destini. Perché insieme a Rabiot, anche Massimiliano Allegri fa ritorno da ex, con un Milan capace di riportare ordine e ambizione.
Allegri, che Rabiot considera quasi un padre calcistico, è stato l’unico capace di comprenderne davvero la natura complessa: fragile e ribelle, ma capace di dominare il centrocampo con eleganza e potenza.
“Mi piace avere un allenatore così. È uno che ti ripete sempre che anche l’allenamento è importante per crescere,” raccontava Rabiot. Con Allegri, il francese ha trovato continuità e fiducia — due parole che in carriera gli erano spesso mancate.
Da Cavallo Pazzo a colonna rossonera
Alla Juventus era stato bersagliato dai tifosi, poi riscoperto quando ormai era troppo tardi. A Milano, invece, ha trovato equilibrio: accanto a Modric, Rabiot è diventato la bussola tattica di un Milan maturo, solido, finalmente adulto.
Il tecnico livornese gli concede libertà, come Dan Peterson ai suoi giocatori: “Non fate quello che scrivo, fate quello che vedete.”
Un principio che Rabiot ha fatto suo, diventando oggi l’anima silenziosa del nuovo Milan.
Il figlio di due padri (e una madre ingombrante)
Dietro il centrocampista c’è sempre stata un’ombra: quella di mamma Véronique, agente e figura dominante, spesso più influente di un direttore sportivo. Ma a Milano qualcosa è cambiato: Allegri in panchina, Modric in campo, Rabiot ha trovato una nuova famiglia calcistica.
Forse è anche questo il segreto della sua rinascita: liberarsi dalle catene del passato, trovare equilibrio tra cuore e campo, e diventare finalmente ciò che avrebbe potuto essere da tempo — un leader.
Rabiot, l’ex che torna a Torino: tra rancori, rinascite e l’abbraccio di Allegri

