Milan, il livello si è alzato. Serve subito una scossa in attacco. L’analisi. Da quando è arrivato Max Allegri, le aspettative attorno al Milan sono cambiate. L’obiettivo non è più semplicemente evitare passi falsi, ma «fare il salto» verso qualcosa di importante. Il pareggio con la Juve, che fino a poco tempo fa poteva essere accolto con serenità, ora lascia un senso di rimpianto: negli spogliatoi si respira la consapevolezza che qualcosa è sfuggito. Le occasioni create a Torino non sono state sfruttate, e questa incapacità di “azzannare” l’avversario nei momenti decisivi diventa motivo di critica. Il Diavolo ha ambizione rinnovata, e in questa nuova fase non bastano più partite pulite dal punto di vista difensivo: serve una squadra che trasformi le chance in gol.
Difesa di ferro, il muro rossonero è tornato
Dietro, il Milan mostra progressi evidenti. Quattro “clean sheet” in sei giornate testimoniano una solidità ritrovata che non si vedeva da anni, e che ricorda in parte la stagione di Ancelotti 2006/07. Non è solo merito della linea difensiva: centrocampo e interpreti mostrano disciplina e supporto costante. Allegri sembra aver ridato equilibrio e organizzazione, e la crescita è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, questa solidità rischia di non bastare se l’attacco non risponde: difendere bene è condizione necessaria, ma non sufficiente per le ambizioni rossonere.
Attacco in crisi: troppi errori e rigori sbagliati
Il nervo più scoperto resta proprio l’efficacia sotto porta. Il Milan spreca troppo, commette errori dal dischetto e non trova continuità nei suoi attaccanti. Ben 7 rigori sbagliati dal 2024 ad oggi sono un dato che pesa: non possono più essere scuse individuali, ma elementi su cui intervenire tecnicamente. Il rigore fallito da Pulisic a Torino ha tolto slancio al match, e pesa ancora di più se considerato il contesto. Anche se l’attaccante ha chiesto scusa con sincerità, non si può basare tutto sul sacrificio personale: serve una revisione più ampia dell’attacco, del modo in cui si costruiscono le azioni e del ritmo con cui si entra in area.
Pulisic si prende le colpe, ma non è solo
È giusto dare fiducia a chi finora ha fatto la differenza. Cris (Christian Pulisic) è stato perdonato nonostante l’errore: il suo percorso in rossonero è segnato da gol decisivi e assist che hanno cambiato match e spirito. La sua presa di responsabilità è cristallina: “Mi uccide deludere questo club… lavorerò 10 volte più duramente”, ha confessato. Non è giusto crocifiggere chi ha dato tanto, ma non basta: dev’essere supportato da un sistema d’attacco che non dipenda da episodi e interpretazioni individuali. Leao e Nkunku, ad esempio, mostrano ancora fragilità nella condizione fisica e nella collocazione tattica.
Serve una scossa immediata per restare al vertice
Il vero banco di prova per Allegri arriverà presto: il Milan ha l’occasione per dimostrare che non è solo difesa, che non è solo solidità, ma che può essere squadra capace di segnare, saltare l’asticella e competere davvero al vertice. Serve una scossa, un rimedio immediato sull’aspetto offensivo, senza tradire la struttura che finora ha retto. Il tempo per aggiustare c’è, ma la tensione cresce, e ogni occasione mancata pesa doppia. Milan, il livello si è alzato. Serve subito una scossa in attacco. L’analisi.
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