Anche Ivan Zazzaroni ha detto la sua sul chiacchieratissimo caso di Rafa Leao. Dopo la prestazione di Juve-Milan sorgono dei dubbi…
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha espresso un’analisi piuttosto schietta sul momento di Rafael Leao, sottolineando come il talento del portoghese non sia mai stato in discussione ma, al contrario, la sua continuità resti il vero nodo. “Ci deve essere un momento di evoluzione da parte sua. Ha avuto l’infortunio al polpaccio però è entrato male. Io sono convinto che per Allegri rappresenti una cosa in più, non sia un titolare. Non è entrato bene perchè se sbagli due gol non può essere altrimenti. È un giocatore che ha grandi qualità ma deve esprimerle con un minimo di continuità.” Parole che arrivano come un richiamo alla crescita, non solo tecnica, ma soprattutto mentale.
Il giornalista sottolinea come in Leao convivano doti eccezionali — potenza, tecnica, velocità — che tuttavia restano spesso intermittenti. “È chiaro che tutti noi vediamo in Leao potenza, tecnica, ha tutto quello che serve, però stringi stringi… A 26 anni devi darmi qualcosa di più, un giocatore con le sue potenzialità a 26 non dico che deve determinare sempre perchè nessun giocatore determina sempre, ma devi darmi di più.” Un discorso che va oltre il singolo episodio, e tocca il tema della maturità sportiva: a 26 anni, Leao è chiamato a trasformare il talento in costanza, e le giocate in risultati concreti.
Ivan Zazzaroni su Leao: “Fuori dal campo i social, ma dentro ormai ti giudicano per quello che guadagni. Fuori ruolo? Sciocchezze”
Zazzaroni insiste poi su un aspetto che riguarda la professionalità del giocatore, invitandolo a separare la dimensione mediatica da quella calcistica. “Non sto discutendo la qualità di Leao ma la continuità. Fuori dal campo non mi interessa social, sfilate, però in campo mi devi dare di più. Devi perchè sei Leao, guadagni un pacco di soldi giustamente perchè tutto ormai si misura a seconda del denaro che tu percepisci, in tutti i settori.” È un monito chiaro: al di là dell’immagine e del marketing, il campo resta il vero banco di prova, e lì il portoghese deve imporsi con più carattere.
Infine, Zazzaroni ha liquidato come infondato il dibattito sul presunto “fuori ruolo” del giocatore. “Per me è una sciocchezza, un giocatore di quel livello non può avere un ruolo o limitato ad esterno destro o sinistro, nel 3-5-2 può giocare prima punta, seconda punta, a sostegno, non c’è nessun tipo di problema. Pulisic non è una punta, ma gioca da punta, segna da punta, cosa vuoi dirgli a Pulisic.” Un’osservazione che ribalta il discorso tattico: secondo il direttore, chi ha le qualità di Leao deve saper rendere in qualsiasi contesto, proprio come fanno i veri campioni.
Ivan Zazzaroni su Leao: “Deve iniziare a dimostare di più. E fuori dal campo…”
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