DIEGO MOREIRA – È uno dei volti nuovi del Milan, ma dietro Diego Moreira c’è una storia che attraversa Belgio e Portogallo e che racconta molto del percorso che lo ha portato fino in rossonero. Dall’infanzia a Liegi al rapporto ritrovato con il padre, passando per il sogno della nazionale belga e per un incontro speciale con Romelu Lukaku: ecco cinque curiosità sul nuovo numero 22 del Milan.
Il sogno era giocare con Ronaldo… ma nel Belgio

Cristiano Ronaldo è sempre stato il suo idolo. Un’ammirazione che Moreira non ha mai nascosto e che, negli anni, lo ha portato persino a dedicare al portoghese la propria esultanza. Eppure, quando si è trattato di scegliere quale nazionale rappresentare, il suo sogno ha preso una direzione diversa: il Belgio. A raccontarlo è stato il nonno materno, Helmut Graf, che ha ricordato una conversazione avuta con Diego dopo la sua ultima partita con lo Strasburgo. «Papà, prima o poi giocherò per il Belgio, vero?», gli avrebbe detto Moreira, simulando scherzosamente un accento belga. Una scelta che, secondo il nonno, era diventata sempre più evidente anche a causa del suo percorso con le selezioni portoghesi: «Non riusciva a trovare il ritmo con la nazionale portoghese Under 23». Il sogno di giocare insieme a Ronaldo, quindi, è rimasto tale, mentre quello di vestire la maglia del Belgio è diventato realtà.
A 15 anni si trasferisce in Portogallo per stare con il padre
Il trasferimento di Moreira in Portogallo non nasce soltanto da una scelta calcistica. Alla base c’è soprattutto una questione familiare. I suoi genitori si erano separati quando Diego era molto piccolo. Il padre, Almami Moreira, nato in Guinea-Bissau e di origini portoghesi, aveva lasciato lo Standard Liegi quando Diego aveva appena due anni. Il ragazzo era rimasto in Belgio con la madre, Emilie, mentre il padre si era successivamente trasferito a Lisbona. Per anni i due si vedevano poco, anche soltanto una volta all’anno. Poi, a 15 anni, Diego sentì sempre più forte il desiderio di trascorrere del tempo con suo padre. E così arrivò la decisione di partire per il Portogallo. Una scelta che avrebbe cambiato anche la sua carriera.
Lo Standard gli fece causa per impedirgli di partire
Prima di diventare un giocatore del Benfica, Moreira è stato al centro di una vera e propria disputa tra club. Da ragazzo era considerato un talento destinato a entrare nella prima squadra dello Standard Liegi. Il club belga gli aveva anche offerto un contratto da professionista e non voleva lasciarlo partire così facilmente. A 15 anni, però, Diego aveva deciso di trasferirsi in Portogallo. Sporting e Benfica si erano interessati a lui, ma lo Standard cercò di impedirne la partenza. Il suo entourage escogitò allora uno stratagemma: prima del trasferimento avrebbe iniziato temporaneamente ad allenarsi con il Lierse Kempenzonen. Lo Standard fece immediatamente causa e vinse la battaglia legale, con Moreira che venne bloccato per un anno dal disputare partite. Fu però una vittoria dal sapore amaro per il club di Liegi. A 16 anni, infatti, Diego si trasferì comunque al Benfica, dove avrebbe completato la propria formazione calcistica. E, allo stesso tempo, avrebbe finalmente ristabilito quel rapporto con il padre che aveva motivato la sua scelta di andare in Portogallo.
Da bambino era pazzo per le polpette di Liegi
Oggi la sua alimentazione è quella di un calciatore professionista, ma da bambino Moreira aveva un piatto preferito decisamente più locale. Le sue adorate erano le polpette di Liegi, le celebri boulets à la liégeoise servite con la loro caratteristica salsa dolce a base di sciroppo di Liegi. A preparargliele dopo le partite delle giovanili era spesso la nonna. E il nonno Helmut Graf non ha dubbi sulle origini del nipote: «Diego è semplicemente un nativo di Liegi». Nato a Rocourt e cresciuto a Grâce-Hollogne, Moreira ha frequentato la scuola nella zona, mantenuto gli amici di Liegi e conservato un legame molto forte con la sua città. E, evidentemente, anche con la sua cucina.
Sua nonna quando guarda la Nazionale ha gli occhi puntati su Lukaku.
Tra le persone che hanno seguito da vicino la crescita di Diego Moreira c’è anche sua nonna, che ha sempre avuto un debole per il calcio. E, in particolare, per Romelu Lukaku. La curiosità è che i due si sono poi ritrovati dalla stessa parte del campo, al Chelsea, dove Moreira ha conosciuto proprio l’attaccante belga. E quando Diego raccontò a Lukaku che sua nonna era una sua grande tifosa, Romelu decise di farle un regalo: una sua maglia. Una storia che dice molto anche del rapporto tra Moreira e la sua famiglia. «Romelu e Diego sono molto legati», ha raccontato papà Almami, spiegando che i due condividono anche una grande attenzione per la famiglia.
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