Alessandro Nesta ricorda la finale di Champions 2003 tra Milan e Juventus: ansia, emozioni e il rigore calciato davanti a Buffon.
Alessandro Nesta è tornato a parlare di uno dei momenti più intensi e iconici della sua carriera: la finale di Champions League del 2003 tra Milan e Juventus, vinta dai rossoneri ai rigori. Ospite dell’ultima puntata di BSMT Podcast di Gianluca Gazzoli, l’ex difensore ha raccontato le sensazioni vissute prima e durante quella notte leggendaria all’Old Trafford di Manchester.
“Io non l’ho vissuta bene – ha ammesso Nesta – preferivo affrontare qualsiasi altra squadra, ma non italiana. Se perdi contro il Real Madrid è un conto, ma con la Juve o con l’Inter resta scritto lì. Era la mia prima finale di Champions, e l’ansia era tanta. Non dormivo. Condividevo la stanza con Pirlo, anche lui nervoso, e ho pensato: se pure Andrea è agitato, allora è davvero tosta”.
Una tensione che però si è trasformata in forza al momento decisivo, quando Nesta ha deciso di presentarsi sul dischetto: “Non avevo mai tirato un rigore in vita mia, forse uno in Under 21. Ma in quella finale, quando nessuno voleva battere, ho alzato la mano. Il mister inizialmente ha fatto finta di non vedermi, poi mi ha chiesto se me la sentissi e sono andato. Mi ero promesso che, se mi fosse capitata un’occasione del genere, l’avrei colta”.
Una notte da ricordare
Davanti a lui, Gianluigi Buffon. “L’ho visto e mi sono un po’ spaventato, gli ho tirato una specie di carciofo, ma è entrata. Lui dice che si è mossa perché l’ho colpita male. Quel gol per me è stato importante, mi ha fatto fare uno scatto mentale dopo la sconfitta nel derby Roma-Lazio 5-1. Ho superato un blocco, e da lì sono cresciuto anche come uomo.”
Un ricordo vivido e sincero di una notte che ha fatto la storia del calcio italiano.
Milan, Alessandro Nesta rivela: “Ecco cosa ho pensato davanti a Buffon”
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